La Nuova Ferrara

Mahler Chamber Orchestra Una notte al Torrione

Mahler Chamber Orchestra Una notte al Torrione

I solisti pronti a regalare uno spettacolo tra i più particolari della stagione In scaletta brani di Stravinskij, Sostakovic, Mignone e Gesualdo da Venosa

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In occasione della residenza a Ferrara della Mahler Chamber Orchestra questa sera alle 21.30, al Torrione San Giovanni la flautista Chiara Tonelli, la clarinettista Laura Ruiz Ferreres, i fagottisti Julien Hardy e Chiara Santi, i trombettisti Wolfgang Bauer e Matthew Sadler, i trombonisti Andreas Klein e Mark Hampson tengono un concerto da camera della serie OFF.

Apre la serata l'Ottetto per strumenti a fiato di Igor Stravinskij: composto nel 1922, rappresenta il lavoro di svolta nella produzione neoclassica del compositore russo, che già nel 1919 aveva composto il balletto Pulcinella sulle musiche di Pergolesi.

Seguono due valzer di Francisco Paulo Mignone, tratti dalla raccolta 16 Valsas para fagote solo, compositore brasiliano di origini italiane. Molti dei titoli dei valzer sono contengono degli elementi di parodia, ed è il caso del primi dei due: Aquela modinha que o Villa não escreveu (Quella Modinha che Villa non scrisse) fa riferimento, diversamente da quanto dichiarato, a un'aria che Villa-Lobos scrisse, ovvero quella della Bachianas Brasileiras n.5. Il secondo valzer, Mistério (Quanto amei-a!) - Mistero - (Quanto l'amai!), si pensa sia stato scritto in memoria della prima moglie di Mignone, Liddy Chiafirelli, che morì in un incidente aereo nel 1961.

Il programma continua con Gesualdo da Venosa, di cui vengono proposti alcuni estratti dal Quinto Libro di Madrigali - che segna rispetto ai precedenti una maggiore carica innovativa della scrittura musicale.

Penultimo brano in programma sono i Tre pezzi per clarinetto solo di Stravinskij, scritti nel 1919 a Morges, in Svizzera, per il clarinettista dilettante Werner Reinhart. Il primo pezzo è una pagina fortemente introspettiva e meditativa. Nel secondo invece il compositore cambia completamente sonorità, passando ad una pagina molto virtuosistica e dal carattere improvvisativo, che molto spesso utilizza il registro acuto dello strumento nella prima sezione, mentre nella parte centrale, viene impiegato il registro grave in una sorta di dialogo tra due frasi che riportano poi il discorso su toni decisamente brillanti e accesi. Il terzo pezzo è caratterizzato dall'aspetto ritmico e dall'uso dell'accento, e riprende molte cellule ritmiche tipiche del rag-time, insistendo su una sonorità quasi sempre forte e decisa.

Conclude il concerto la Jazz Suite n. 1 di Dmitri Šostakovic: composta nel 1934, è divisa in tre movimenti, ognuno dei quali è indicato con il nome di una danza: Valzer, Polka e Foxtrot.

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