La Nuova Ferrara

Standing ovation per Gambarotta

Standing ovation per Gambarotta

Lo scrittore e conduttore si è raccontato sul palco del teatro Tosi di Santa Maria

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Si può di parlare con fine umorismo e sofisticata ironia sul tema “televisione”? Probabilmente sì! Perché è quello che è successo al sesto appuntamento della rassegna Parole d’Autore, organizzata dall’amministrazione comunale di Occhiobello in collaborazione con l’associazione Cuore di Carta. Il racconto porta la firma di un esperto assoluto della materia come Bruno Gambarotta, uno che la tv l’ha vissuta sempre puntando al massimo: da operatore, autore, produttore, attore e conduttore. Accolto da nutriti applausi, Gambarotta si accomoda sul palco del Tosi di S.M. Maddalena e comincia a sfoderare vicende e battute irresistibili, parlando del suo ultimo libro titolato: Ombra di giraffa edito da Garzanti. «La giraffa era l’enorme microfono che pendeva, con un filo per dare voce ai protagonisti delle prime trasmissioni Rai. Ma, talvolta, gli interpreti sbagliavano la posizione e sul loro viso si vedeva l’ombra del microfono. Allora qualcuno gridava - Ombra di giraffa - per mettere sull’avviso». Sono i tempi dei pionieri della Rai ed è il pretesto per descrivere una spassosa vicenda che prende il via dal funerale dell’operatore “Felice Chiapasso” in cui Gambarotta utilizza la trama della narrazione per raccontare molte delle sue memorie, di come era la Rai e di come ci si lavorava. Si prosegue poi con alcuni degli aneddoti più curiosi della sua carriera, come la trasmissione Fantastico 1987 con Adriano Celentano, affrontato prima in “produzione”, per provare a gestire il “molleggiato nazionale” e sfociato poi con l’inaspettata conduzione, compreso i memorabili duetti assieme al cantante. Oppure di come Celentano riusciva a trasformare un’intervista con buone possibilità di disastro in un successo clamoroso. Bruno Gambarotta, al quale la dote affabulatoria di certo non manca, potrebbe andare avanti tutta la notte a raccontare aneddoti e storie vere. Uno per tutti; il singolare incontro, nel 1963, con il grande Georges Simenon, di cui allora non aveva letto neppure un libro e che ora ritiene il più grande scrittore del novecento. Finale con standing ovation e autografi in attesa di un altro fuori programma imperdibile, venerdì 24 aprile con Uto Ughi uno dei più grandi violinisti a livello mondiale, che verrà per presentare: “Quel diavolo di un trillo. Note della mia vita (Einaudi)”.

Vincenzo Iannuzzo

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