La Deflagración ha effetti spettacolari
Applaudito vernissage della mostra alla Mlb home gallery parallela ai Diamanti
Ha inaugurato sabato, in concomitanza con la mostra “La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudì” a palazzo dei Diamanti, la doppia personale alla Mlb home gallery di Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, dal titolo “Deflagración”.
Il successo è stato oltre le aspettative, e nelle cinque ore di durata dell’inaugurazione più di 300 persone hanno apprezzato la profondità e la raffinatezza delle opere esposte.
«Appena finito di allestire la mostra - racconta Maria Livia Brunelli - ci siamo resi conto che l’effetto finale era davvero spettacolare. Tutte le persone all’inaugurazione, a partire dai nostri vicini di casa, si sono innamorate della grande “rosa di fuoco” di velluto che accoglie i visitatori prima ancora di entrare nella home gallery. In casa poi tutti sono rimasti a bocca aperta. Una sorpresa lascia di stucco chi sta per uscire. E anche la camera da letto risuona di armonie del tutto nuove con un raffinatissimo allestimento. Poi Pier Luigi Di Diego, chef stellato de “Il Don Giovanni”, ha ideato un menù esclusivo a tema: una cena-performance in galleria, riservata a un massimo di 6 persone alla volta, con chef privato, ispirata alle opere esposte».
Le due artiste hanno interpretato attraverso la loro sensibilità alcuni temi presenti nella mostra dei Diamanti: dalla spettacolare installazione di una deflagrante rosa rossa che invade le due sale della galleria, alla poesia dell’oggetto quotidiano evocante l’Art Noveau. Una mostra dai profumi eleganti e forti, tutta un’esplosione di suoni e visioni delle forze vitali della natura, dalle rose cucite sul velluto di Ketty Tagliatti ai vibranti lavori di Elisa Leonini, in dialogo il clima vivace e inquieto che animava la Barcellona di inizio Novecento, soprannominata “la rosa di fuoco” per il suo ambiente sociale effervescente.
Il felice intreccio delle poetiche delle due artiste, ma soprattutto il sovrapporsi di due diverse prospettive di vita, le ha avvicinate in modo da farle entrare l’una nel lavoro dell’altra, il cui risultato emerge in tutta la sua bellezza nella mostra in corso Ercole I d’Este.
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