La Nuova Ferrara

«Critico il governo israeliano Ma bisogna distinguerlo dal popolo»

«Critico il governo israeliano Ma bisogna distinguerlo dal popolo»

Intervento di Calimani all’apertura della rassegna. Tagliani: ebraismo porzione della nostra storia Applausi per il concerto “Il coraggio della libertà” di Mishkalé, quindi la passeggiata notturna

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L’inaugurazione della VI edizione della Festa del Libro Ebraico in Italia, si è svolta sabato sera nel Chiostro di S. Paolo e ha richiamato il senso di un evento che è occasione di ricerca e riflessione sulla storia e la cultura ebraica. Il sindaco Tiziano Tagliani ha definito l’ebraismo «porzione della nostra storia e della nostra identità», prima di lasciare la parola a Daniele Ravenna, in rappresentanza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali al posto di Dario Franceschini, e al Rav Luciano Caro, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Ferrara. Per la Regione è intervenuto l’assessore alla Cultura Massimo Mezzetti, che ha parlato dello «straordinario progetto del Meis» e dell’idea di una legge regionale sulla Memoria del Novecento. Denso di riflessioni è stato l’intervento di Riccardo Calimani, presidente della Fondazione Meis. Calimani ha parlato dell’appello al Presidente della Repubblica promosso da lui e dal Rav Giuseppe Laras per far rimuovere dal Palazzo della Consulta il busto di Gaetano Azzariti, presidente del Tribunale della Razza, e degli episodi di odio nei confronti della Brigata Ebraica durante il corteo del 25 aprile a Milano. «Io come molti critico il governo israeliano ma bisogna distinguere tra questo e lo stato, il popolo ebraico». Ha dunque richiamato al «bisogno di uno spirito critico per realizzare davvero la Resistenza, e non ridurla a ricorrenza formale». Il Fle e il Meis servono anche a dare «contenuti anticonformisti». La serata è proseguita col concerto “Il coraggio della libertà”, di Mishkalé (Torino), la passeggiata “Omaggio alla libertà” e al Meis la visita guidata della mostra “Torah fonte di vita”.

Una serata decisamente intensa e toccante, che ha saputo raccontare uno dei periodi più bui della storia in maniera “lieve”, senza retorica e soprattutto risvegliando nelle coscienze un dolore sordo ma che deve restare nella memoria. Una manifestazione, quella organizzata a Ferrara, destinata a crescere.

. Andrea Musacci

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