La Nuova Ferrara

la festa

Mentana: “Solo il Museo può aiutare la cultura ebraica”

Mentana: “Solo il Museo può aiutare la cultura ebraica”

Il popolare giornalista a fine dibattito ha spiegato che l’effettiva funzionalità della struttura è fondamentale per incentivare le manifestazioni

2 MINUTI DI LETTURA





«Museo Ferrara è un nuovo progetto che si interseca con il Meis. È on line, e lo scopo è far capire che il Meis, poteva essere solo qui e non altrove. Vogliamo realizzare un grande progetto culturale, in modo che il turista che visita il museo ebraico, si rechi anche in centro, e si renda conto del forte legame tra la città e la comunità ebraica». È stato chiaro il vicesindaco Massimo Maisto, nel corso del dibattito “Perché Ferrara?” all'interno della Festa del libro ebraico. Hanno dialogato con l'assessore, Daniele Jalla, Anna Quarzi e Stefano Benedetto.

A seguire, “Ebrei e fascismo: nuovi punti di vista”, moderato da Riccardo Calimani e Gian Arturo Ferrari. Hanno dialogato Pierluigi Battista, Enrico Mentana, Simon Levis Sullam, Michele Sarfatti e Marie-Anne Matard Bonucci. La studiosa francese illustra come «motivi congiunturali e strutturali abbiano favorito l'insorgere dell'antisemitismo dopo il 1938. Prima di quella data non c'era». Per Enrico Mentana «il problema nasce dal fatto che le leggi antisemite sono state inserite come un corpo estraneo in un Paese che non ne aveva bisogno, dato l'esiguo numero di ebrei in Italia. Inoltre il fascismo è diverso dal nazismo; quindi o noi abbiamo importato il totalitarismo o quello era un totalitarismo sui generis. Due anni fa abbiamo celebrato 150 anni dall'unificazione. In realtà erano 130, perché non siamo mai riusciti ad incastrare quei 20 anni di storia italiana. Tutta questa rimozione abnorme ha bisogno di studiosi per essere ricostruita. I collaboratori del fascismo non hanno parlato, per cui l'Italia non è stata posta di fronte alle proprie responsabilità. Non c'è stato un fascista redento che abbia visto e narrato la storia dal punto di vista dei carnefici. Nessuno di loro in questi 70 anni ha ancora parlato».

Poi, a parte il noto giornalista ha detto: “La festa del libro ebraico è un’iniziativa meritoria, ma una goccia nel deserto. Solo l’effettiva funzionalità del Museo può portare maggiore conoscenza della cultura ebraica”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google