La Nuova Ferrara

premio pardes

«Questi occhi hanno visto cose davvero orrende»

«Questi occhi hanno visto cose davvero orrende»

«Questi miei occhi hanno visto cose orrende. È una piaga che non si chiude mai, ancora oggi ho depressioni e incubi». È una testimonianza da brividi quella offerta da Samuel Modiano, tra i pochissimi...

2 MINUTI DI LETTURA





«Questi miei occhi hanno visto cose orrende. È una piaga che non si chiude mai, ancora oggi ho depressioni e incubi». È una testimonianza da brividi quella offerta da Samuel Modiano, tra i pochissimi bambini ebrei a essere uscito vivo dal campo di concentramento nazista di Birkenau. «A lungo mi sono sentito un privilegiato per questo», racconta alla Festa del libro ebraico dove è tra coloro che ricevono il Premio Pardes. La forza di descrivere quel che gli è successo gli deriva anche dalle ultime parole che gli disse il padre prima di morire: «Mi diede la benedizione ebraica - racconta oggi Modiano - e poi aggiunse: “Sami, tieni duro, tu ce la devi fare”. Nel campo nazista, dove non ho visto nient’altro che morte, ho perso la mia famiglia, ma anche altre 2.200 persone, la comunità ebraica di Rodi». Tanti applausi e una standing ovation hanno accolto nel chiostro di S. Paolo le parole dello scrittore, visibilmente emozionato.

L’incontro, moderato dal giornalista di Repubblica Marco Contini e introdotto dal presidente della Fondazione Meis Riccardo Calimani, ha visto la premiazione anche della storica e scrittrice Anna Foa e del premio Nobel per la letteratura Patrick Modiano. Assente, quest’ultimo è stato rappresentato da Ernesto Franco, direttore editoriale di Einaudi. «Modiano vi ringrazia per avergli attribuito questo importante premio. È una persona molto riservata, io stesso l’ho visto di persona la prima volta solo in occasione della cerimonia di accettazione del Nobel», spiega Franco. «Può sembrare un atto di presunzione premiare un Nobel - osserva Calimani - ma anche questo è un atto importante di questa festa. Pardes significa frutteto, giardino». Il riconoscimento, giunto alla quarta edizione, viene bandito con l’obiettivo di valorizzare e diffondere la conoscenza della cultura e della tradizione ebraica in Italia e in Europa.

Fabio Terminali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google