Una regista ferrarese per il nuovo spettacolo della sempreverde Isa
Debutta domani sera a Roma la piéces di Caterina Venturini «La placida Ferrara mi manca. La Barzizza? Quanti stimoli»
Debutterà domani sera al teatro Vascello di Roma, uno dei teatri più conosciuti e suggestivi della Capitale, lo spettacolo di Caterina Venturini: “Mar del Plata - Nipote n. 500”.
Il nuovo lavoro della Venturini, ferrarese di nascita e romana d’adozione, porta in scena il dramma della dittatura militare chiamata “Processo di riorganizzazione nazionale”; operazione che ha lasciato tracce indelebili nella vita di migliaia di argentini. Protagonista della piéces, che resterà in scena fino al 3 maggio, è Isa Barzizza, attrice di lungo corso, vera e propria signora del teatro italiano, vista lo scorso mese di marzo alla Pandurera di Cento in un altro spettacolo applauditissimo. Abbiamo intervistato Caterina che, seppur lontana, non ha dimenticato Ferrara.
Perché ha scelto di portare in scena il dramma della dittatura argentina e dei desaparecidos?
«La storia della cosiddetta “guerra sporca” argentina assume valore paradigmatico - risponde -: tutte le guerre, soprattutto quelle civili, comportano ripercussioni dolorose nel tempo. Ma questa di più, poiché continua a produrre profondi conflitti di identità. Giovani uomini e donne “rubati” alla nascita dalla dittatura e ancora alla ricerca della loro origine. Persone derubate della propria storia. Lo spettacolo non parla quindi solo dei desaparecidos, bensì dei figli a loro sottratti in una sorta di “pulizia etnica”».
Lei non “solo” dirige questo spettacolo, ne è pure l’autrice. Qual è stato e quanto è durato il percorso di ricerca?
«Il tempo della scrittura è stato in effetti molto più breve di quello della ricerca, attraverso varie fonti: testi letterari, autobiografie, atti processuali. Ma il contributo più prezioso al lavoro - aggiunge - è stato quello offerto dai colloqui con i testimoni diretti di quel momento storico: amici e parenti di desaparecidos, ex guerriglieri Montoneros».
Isa Barzizza, una delle attrici più note del nostro Paese: com’è lavorare con lei?
«Isa Barzizza è una donna di grande intelligenza e personalità. I suoi 65 anni di esperienza artistica si rivelano una fonte continua di stimoli e suggerimenti. Ho già avuto alcuni anni fa il piacere di lavorare con lei, protagonista della messa in scena di un mio testo sul tema della “terza età”. È un sodalizio che funziona...».
È partita da Ferrara per vivere e lavorare a Roma. Torna ogni tanto in città? E cosa le manca maggiormente della terra natìa?
«Torno certo, anche perché a Ferrara c’è la mia famiglia, che è quello che mi manca di più nella vita “romana”. Ferrara è una città bellissima e placida. Roma è una città bellissima e “sconnessa”. Ha però il pregio di dimostrarsi accogliente e solidale, soprattutto nella vita dei singoli quartieri. E questo ha sopperito alla mancanza di una dimensione cittadina più raccolta. I miei figli stanno crescendo “romani” e non lascerebbero mai questa città ma, magari... un giorno... quando sarò più “sconnessa” io, avrò bisogno della placidità della magica Ferrara...».
Samuele Govoni
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