La musica può ancora dare lavoro ai giovani
In vista del concerto in piazza del 1º maggio abbiamo posto la domanda ad alcuni musicisti: «Servono sacrificio e fiducia»
Lavorare nel campo della musica per un giovane è una mission impossible o le probabilità sono più alte di quanto crediamo? Si può trasformare una passione in un lavoro? Ci poniamo queste domande perché si avvicina la festa del 1º maggio e ad accompagnare la giornata sarà come sempre il tradizionale concerto in Piazza Municipale, organizzato da Cisl, che vede la presenza sul palco di giovanissime band ferraresi. Dalle 14.30 fino a sera è in programma una maratona musicale con otto gruppi e, per quanto riguarda i generi, c'è solo l’imbarazzo della scelta: Kozmic Floor (blues, rock anni ’70), Liquid Shades (rock progressive), Backwater (hard rock), Maniax N’90 (alternative metal), Sheska (hard rock, heavy metal), Defiants’Cage (irish punk), Skapadizz (ska) e Duck Straw (indie, alternative).
Cosa ne pensano i giovani musicisti che si esibiranno venerdì sul tema giovani-musica-lavoro? «Capita spesso di farmi questa domanda - comincia Eugenio Cabitta, frontman degli Sheska -, un eroe del passato come il cantante Demetrio Stratos, il quale fece scalpore in una generazione in cui la novità ed il cambiamento erano considerati come una terra promessa, al giorno d’oggi sarebbe proiettato ad “Italia’s Got Talent” insieme ad altri fenomeni da baraccone? Il regista inquadrerebbe per la maggior parte del tempo i giudici con le loro smorfie “esilaranti”; in poche parole, il suo sconfinato talento e la sua incredibile ricerca sarebbero sminuite...».
La “principessa delle corde” Silvia Zaniboni, che al fianco di Bobby Solo sta calcando i più grandi palchi e studi televisivi d’Italia, venerdì sarà in Piazza con i suoi Kozmic Floor: «A differenza del normale sentire, io sono dell’opinione che per i ragazzi sia un buon momento per approcciarsi alla musica. Con le scuole ed i conservatori in poco tempo si riesce ad ottenere un buon livello musicale e studiando da professionisti si apprende in fretta quello che loro hanno imparato in anni di esperienza. In conclusione, potrebbe essere un buon momento però da parte dei giovani musicisti dovrebbe esserci forse più consapevolezza e sacrificio per arrivare a suonare a livelli professionali».
«Un consiglio che mi è stato dato - a parlare è Giulio Verlato, cantante dei Maniax N’90 - è questo: se una band possiede già del materiale buono, ha le capacità e si destreggia bene con il proprio genere, non deve perdere tempo con una demo o un Ep; per incominciare a lavorare nel mondo della musica è utile piuttosto fare investimenti per realizzare un disco completo e dargli ampia diffusione».
Eleonora Poltronieri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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