La Nuova Ferrara

Le amazzoni del Delta e il papa

Le amazzoni del Delta e il papa

Da oggi e sino alla fine del mese l’Archivio di Stato mette in mostra “Non solo carte: Remo Brindisi”

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Sembra di vederle, le novelle amazzoni del delta, quel sabato 26 settembre 1598, a remare di gran foga su barchette incerte, per festeggiare l'arrivo a Comacchio di Papa Clemente VIII in visita ai possedimenti acquisiti con la devoluzione del ducato Estense alla Chiesa. È trascorso quasi un anno dalla scomparsa dell'ultimo Duca di Ferrara, Alfonso II, passato a miglior vita il 27 ottobre 1597. Il passaggio del dominio è accompagnato dagli auspici migliori fra le popolazioni deltizie, per questo all'arrivo del pontefice si scatenano anche le furie in barca. Dopo la visita alla città estense il Papa sul finir dell'estate con il suo nobile seguito a bordo di un buncitoro solca il Po, arriva a Crispino, Papozze, visita Mesola e il suo bosco. Il sabato dunque, dopo la visita a Pomposa, scortato da una girandola di barche e gondole, arriva in vista di Comacchio “...si entrò nelle Valli di Comacchio, e ammirando, il Pontefice, la vastità delle medesime, ne pigliava sommo diletto. S'incontrò allora in alcune piccole barchette, guidate da donne, che vi vogavano a più potere per incontrarlo, e con alte viva al suo felice arrivo applaudendo, mostrò il benigno Pontefice di sommamente goderne”. Ci aggiorna su quell'incontro Francesco Ferro nella sua Istoria dell'antica città di Comacchio (1701).

Facciamo un salto di quattro secoli, e su quegli stessi lidi arriva un ufficiale di complemento, in forze all'Istituto geografico militare di Firenze. La mano è versata per il disegno per i cui i rilievi cartografici sono l'approdo naturale in quel tempo di guerra. Siamo nel 1943. Vent'anni dopo, quel militare dal disegno facile, torna a Lido degli Estensi come artista affermato. In veste di componente di giuria. Un ritorno che apre a nuove prospettive: a Lido di Spina, una manciata di anni dopo, realizzerà infatti la sua casa, il Museo Alternativo Remo Brindisi.

La storia del luogo lo avvince e così, su suggerimento di Arnaldo Felletti, realizza i bozzetti dei costumi per la “Regata delle donne comacchiesi”.

Con un linguaggio contemporaneo Remo Brindisi reinterpreta la storia della regata e la restituisce sublimata e reinventata attraverso la magia dell'arte. Gli uccelli che popolano la valle forniscono gli spunti più audaci spingendosi a suggestioni antropornitiche in cui l'uomo/donna e l'uccello si fondono. E' così nelle vogatrici, nel “Gabbiano”, nel “Larus” o nella “Festa di regata” tutto il simbolico della laguna riemerge e assume la forma di abito. Segni neri incidono le forme espressioniste, inusitate volumetrie cubiste compongono la successione spaziale e i colori hanno la tavolozza delle valli. Un sapiente lavoro del fotografo Andra Samaritani racconta con immagini e testi l'epopea della regata, antica e nuova nell'omonimo libro.

Il corpus dei disegni dei costumi di Remo Brindisi sono stati donati nel 2005 da Arnaldo Felletti all'Archivio di Stato. Alla prima mostra, realizzata nel 2006 e curata dall'allora direttrice Antonietta Folchi, segue oggi la mostra "Non solo carte: Remo Brindisi e l'Archivio di Stato di Ferrara" che ai 21 bozzetti affiancherà un altro tesoro dell'Istituto: le piante dei fondi Periti Agrimensori e Cessato Catasto relative alla zona di Comacchio e delle sue valli, documentazione compresa tra gli anni 1721 e 1835. Chissà se le donne in regata potranno arrivare su altri lidi, per altre mostre. Non possiamo che augurarglielo.

"Non solo carte: Remo Brindisi e l'Archivio di Stato di Ferrara". La mostra è curata dal direttore Giuseppe Ciancio e dai funzionari Davide Guarnieri e Laura Graziani. Archivio di Stato di Ferrara, Corso Giovecca 146. Periodo: da oggi al 30 maggio. Questa mattina alle 10.30 l’inaugurazione.

Lucia Felletti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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