Salone del Restauro tra i simboli del Made in Italy
Presentata la quattro giorni di eventi a Ferrara Fiere. Tra i soggetti dell'evento, che aprirà mercoledì 6 maggio, anche il recupero della Domus Aurea, la Villa urbana costruita dall'imperatore romano Nerone dopo il grande incendio che devastò Roma nel 64 d.C.
FERRARA - Lunedì 4 maggio a Bologna è stato presentato il Salone dell’arte del Restauro e della conservazione dei beni culturali e ambientali, in programma da mercoledì 6 a sabato 9 maggio a Ferrara Fiere.
Sono intervenute tante autorità politiche regionali, fra cui Carla Di Francesco del MiBact, che ha ribadito l’importanza del Salone come «grande contenitore di conoscenze», a cui il Ministero darà un contributo importante con il convegno “Il Ministero riformato: tutela, valorizzazione, turismo”, per approfondire i punti di forza della nuova organizzazione ministeriale.
Marcello Balzani, responsabile scientifico di TekneHub (Tecnopolo Università di Ferrara, Piattaforma costruzioni rete alta tecnologia Emilia-Romagna), ha espresso entusiasmo e soddisfazione per il traguardo raggiunto con il concorso europeo Horizon, con cui il Polo si è aggiudicato un fondo di 4 milioni di euro e ha messo l’accento sul potenziale economico ed occupazionale racchiuso negli investimenti e nella ricerca attorno allo Smart Museum: «Restauro è gioco di squadra, messaggio agli italiani basato sulla nostra ricchezza artistica e culturale».
“La XXII edizione del Salone del restauro di Ferrara, che gode del sostegno convinto e partecipe del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, rappresenta un momento di confronto alto su un’eccellenza del Made in Italy riconosciuta in tutto il mondo. Ciò avviene in un momento particolarmente delicato per la conservazione del patrimonio culturale a livello internazionale. La crisi geopolitica che sta interessando il medio e il vicino oriente e l’Africa settentrionale getta delle ombre inquietanti sulla tutela dei siti archeologici di queste aree. L’eredità delle più antiche civiltà del Mediterraneo viene devastata dalla furia iconoclasta: Nimrud, Mosul, Hatra sono toponomi ormai tristemente famosi che con prepotenza ci fanno comprendere quanto sia vitale battersi per impedire il ripetersi di simili scempi.
A livello comunitario e in sede Onu il governo italiano si sta impegnando per il riconoscimento di questa emergenza e l’istituzione di un corpo di ‘caschi blu’ per la cultura che protegga il patrimonio culturale nelle aree di crisi e intervenga per il suo recupero. In questo il restauro italiano ha un ruolo cruciale da giocare. I nostri tecnici hanno competenza e professionalità riconosciuta a livello internazionale, come dimostra l’attenzione che riscuote il Salone di Ferrara. Il personale dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro ha partecipato a numerosi interventi in tutto il mondo. La cittadella di Bam in Iran, devastata dal terremoto nel dicembre 2003, ha visto per anni i nostri restauratori in azione, così come il museo nazionale di Baghdad, il palazzo di Sennacherib a Ninive, il Padiglione della Suprema Armonia nella Città Proibita di Pechino o le grotte di Ajanta e Ellori in India. Spero che queste capacità, passione e professionalità, così ben illustrate al Salone, possano continuare a offrire il proprio talento al mondo”. Questo il lungo intervento scritto del ministro Dario Franceschini, che sarà presente mercoledì 6 maggio all’inaugurazione.
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