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“Le fragili attese” alla Pensione Palomar narrate da Signorini

Parole messe in riga per ridare dignità alle vite di persone comuni, tutt’altro che straordinarie: è questo l’uso che Mattia Signorini fa della scrittura nel suo nuovo Le fragili attese (Marsilio). E...

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Parole messe in riga per ridare dignità alle vite di persone comuni, tutt’altro che straordinarie: è questo l’uso che Mattia Signorini fa della scrittura nel suo nuovo Le fragili attese (Marsilio). E oggi, alle 18, è a presentarlo alla libreria Ibs+Libraccio in piazza Trento Trieste, con Matteo Bianchi e i ragazzi del Gruppo del Tasso.

I capitoli stanno al romanzo come le stanze stanno alla Pensione Palomar, al centro della storia, per aprirsi una dentro l’altra con le rispettive chiavi numerate. Poco prima della chiusura del longevo alberghetto, il proprietario Italo ridà voce e corpo a chi è stato lì ad alloggiare anche solo un giorno. Il suo silenzio coincide con il momento dell’ascolto di chi scrive; a cui seguono i flashback di Guido, Lucio, Adolfo, Ingrid ed Emma, dei quali Signorini restituisce l’interiorità delle loro attese, con uno stile delicato e intenso.

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