La Nuova Ferrara

cento - domani sera la presentazione del libro

“Tre sguardi in uno”, racconti, poesie e note di viaggio di Stefani

di FABIO ZIOSI

FABIO ZIOSI. Dire che Franco Stefani è uno "scrittore di provincia" non è né limitarlo, né circoscriverlo, né sminuirlo. Ci sono illustri poeti e scrittori a cui è stato affiancato questo "brand", da...

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FABIO ZIOSI. Dire che Franco Stefani è uno "scrittore di provincia" non è né limitarlo, né circoscriverlo, né sminuirlo. Ci sono illustri poeti e scrittori a cui è stato affiancato questo "brand", da Pavese a Camilleri a Sciascia e, guarda caso, sono tutti autori conosciuti ben oltre i confini italici. Da ieri Stefani è in libreria e su internet con "Tre sguardi in uno. Racconti, poesie, note di viaggio" (Edizioni Pendragon, 128 pagine, 12 euro); è il suo secondo libro, difatti a fine 2014 aveva pubblicato "Qualche volta, la vita" che conteneva un centinaio di poesie. Questo secondo volume, come annuncia anche il titolo, è molto particolare perché contiene diciotto racconti brevi e brevissimi, cinquantatrè testi poetici inediti, due scritti sull'Irlanda e uno sulla città portoghese di Porto e undici liriche che il poeta e scrittore Roberto Roversi pubblicò sulla rivista "bolognaincontri".

Si tratta di emozioni, colori, odori, sapori che appartengono allo scrittore ma che, mano a mano che il lettore se ne impossessa leggendo, diventano irrimediabilmente suoi. Dicevamo prima dei confini dilatati della provincia; non a caso Stefani ci racconta di Irlanda e Portogallo, due mete turistiche ben lontane dalle chiassose Londra, Parigi, Berlino o Barcellona. Due Paesi "di provincia" che ben si addicono alle strade che lo scrittore percorre e che sono sempre ricche e inattese di incontri: le osterie di Porto dove escono note di fado di struggente malinconia che si mescolano con i profumi di vino che "inebria sempre"; i pub irlandesi con la loro perenne semioscurità che si mescolano con i "cieli cangianti, il sole all'improvviso nel fiordo, l'odore pungente e acre degli allevamenti nelle fattorie dietro la main street dei paesini di campagna". Il tutto rimanda alle osterie di casa, piene di fumo, dove la gente giocava a carte e magari le sparava grosse per vincere la povertà. Luoghi ormai della memoria e forse, per qualcuno, della fantasia. Stefani ripercorre la sua vita, che è anche la nostra, in queste tre diverse forme letterarie ricche di ritmo musicale, soprattutto di jazz: "Sotto le stelle del jazz, ma quanta notte è passata", canta Paolo Conte, autore e musicista "di provincia". Così nei racconti si va da "Anni Cinquanta" pieni di gesti, oggetti, sensazioni, momenti di scampoli di vita felice rubati alla monotonia di una vita povera fatta di privazioni, al racconto "Canzoni" dove le romanze della Traviata vengono scalzate prima da "Nel blu dipinto di blu" e poi dal prepotente jukebox e dai suoni d'oltreoceano: il Mondo Nuovo ci restituiva specchi e perline che avevamo venduto a loro alcuni secoli prima. Belle le poesie inedite. Franco Stefani (giornalista, per anni corrispondente de l'Unità da Ferrara, direttore dal 1992 al 2013 del mensile "Agricoltura" della Regione) è minatore di parole. La prima presentazione del suo libro è per domani alle 21, nella sua città, Cento, alla Nuova Libreria Guercino di via Campagnoli, 8, in collaborazione con l'Associazione culturale Artecento; Giancarlo Mandrioli dialogherà con lui e Patrizia Roncaglia leggerà pagine del libro.

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