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“Breaking Limits”, teatro in carcere

“Breaking Limits”, teatro in carcere

Czertok e suoi collaboratori stavolta sono volati a Pécs in Ungheria

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La settimana scorsa si è svolta la seconda tappa di “Breaking Limits”, progetto europeo di teatro in carcere in Europa nato nel 2013.

Il Teatro Nucleo è coordinatore dell'iniziativa e i partner sono l’azienda Asp di Ferrara - Italia, l’Alarm Theater di Bielfeld (Germania), il Teatro del Norte di Oviedo (Spagna), l'Ures Ter di Pecs (Ungheria), l'Università di Liegi (Belgio) e il Ministero della Giustizia della Turchia.

Dopo la tappa di Bielefeld, in Germania, seguita e raccontata nel dettaglio sulle pagine della Nuova Ferrara, a fine aprile Horacio Czertok insieme ad altri collaboratori, tra cui Maurizio Pesci, direttore di Asp Ferrara, si è recato a Pécs in Ungheria.

«Uno dei ragazzi che ha aperto il laboratorio teatrale ungherese - racconta Czertok -, è stato allievo del Teatro Nucleo e una volta tornato nella sua terra natia ha scelto di proporre ai suoi concittadini l’esperienza vissuta a Ferrara. Ha così intrapreso un rapporto di collaborazione con il carcere di Pécs e ha cominciato a svolgere laboratori teatrali insieme ai detenuti; attività che prosegue tutt’ora».

Per la prima volta in Ungheria un gruppo di detenuti è uscito dalla Casa circondariale per esibirsi al Teatro Nazionale di Pécs. Lo spettacolo, “Vojcek”, ha ottenuto un grandissimo successo: «Non era affatto scontato che si riuscissero a portare all’esterno i detenuti anzi - sottolinea - tutt’altro: è stata una grande novità e il merito va in gran parte al direttore della struttura che ha voluto portare fino in fondo il progetto».

A proposito dell’esperienza Pesci, ha affermato: «Siamo contenti perché abbiamo portato il teatro carcere in Ungheria».

“Breaking Limits” che come abbiamo detto vede la città estense come capofila, si chiuderà a giugno in Belgio.

«Ci incontreremo alla facoltà di sociologia di Liegi e in quella sede i ricercatori presenteranno le proprie valutazioni sul progetto. È importante farsi valutare da una fonte scientifica e esterna, altrimenti si rischia di cadere nell'autoreferenzialità. Ci auguriamo - chiude Czertok -, che il loro parere possa costituire un tassello importante per il futuro di questa attività dentro e all'esterno degli istituti penitenziari». (sam. gov.)

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