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al de micheli di copparo

Lunghi applausi per Elio e il suo “Fu...Turisti”

Lunghi applausi per Elio e il suo “Fu...Turisti”

Per il palcoscenico copparese, giovedì scorso, la stravaganza di Elio ha scelto un completo vermiglio con camicia bianca, e un tupè corvino con la piega da una parte. I posti per godersi i suoi “Fu…...

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Per il palcoscenico copparese, giovedì scorso, la stravaganza di Elio ha scelto un completo vermiglio con camicia bianca, e un tupè corvino con la piega da una parte. I posti per godersi i suoi “Fu… turisti” al Teatro De Micheli già esauriti da giorni. Le assonanze dello squadrone marinettiano in sella a un torpedone immaginario, capitanato da Elio stesso che spronava gli strumenti ad “accoppar il chiaro di luna2, hanno cominciato a marciare ricordando le battute del gerarca interpretato da Guzzanti in Fascisti su Marte, ma senza pigli polemici; anzi, con ironia, come fossero “toccate e fughe” linguistiche, suoni di burle, più che frecciatine. Tra le massime del poeta futurista e la maestria esecutiva della sua band il pubblico mai ha smesso di esultare. E c’era da aspettarsi che Elio avrebbe messo lo zampino anche nei testi originali per renderli più attuali: in Ma cos’è questa crisi?, di Rodolfo De Angeli, sono comparsi l’eccessivo “chiacchierare” occidentale del G8, di troppe “riunioni e conferenze”, nonché l’affermazione di Berlusconi che ammoniva la crisi fosse “solo una questione psicologica” del popolo… e non bastasse rimettere in circolo il denaro. Sino ad Adesso basta, quando è tornato l’Elio impareggiabile de La terra dei cachi, quasi fossimo diventati i nostri stereotipi, ma con un sorriso sottile, tanto sarebbe inutile accanirsi contro l'indole degli italiani, che “son poeti ed inventori, santi, eroi e navigatori”. (mat.bia.)

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