Dylan, Reed e Smith Tre leggende spiccano in due decenni di live
Sul palco sono saliti anche Byrne, King Crimson e Radiohead Senza scordare i ‘nostri’ Battiato, Dalla, De Gregori e Fossati
Vent’anni di glorie, miti e scoperte rivelatesi poi vincenti. Ferrara Sotto le Stelle dal 1996 ad oggi ce l’ha sempre messa tutta, facendo a pugni con le difficoltà logistiche, economiche e culturali che il periodo storico purtroppo impone. Per piazza Castello e l’omonimo cortile hanno transitato centinaia di artisti. Non potendo citarli tutti ci concentreremo sui nomi più noti, sia di quelli già consacrati al mito ben prima del festival, sia quelli che dopo la rassegna ferrarese hanno “fatto il botto”.
Partiamo da colui che probabilmente è stato l’artista più grande esibitosi tra le mura del Castello: Bob Dylan. Vent’anni fa, prima edizione del festival, il “menestrello” del rock fece capolino in terra estense per un concerto rimasto impresso nella memoria di chi c’era e nell’immaginario di avrebbe voluto esserci. Seguono nomi altisonanti del rock più classico come Patty Smith, Lou Reed e Laurie Anderson, J.J. Cale, King Crimson, David Byrne e Paul Weller. E come non citare rock band quali Sonic Youth, Radiohead, Interpol, Franz Ferdinand, Sigur Ros, The National, Kasabian, Arcade Fire, Pixies e Simple Minds.
Ferrara Sotto le Stelle nel corso degli anni ha saputo dire la sua anche sul panorama indie internazionale con ospiti d’eccezione come Bon Iver, Vaccines, The Black Angels e Fun. Ogni anno, oltre alle date riservate contemporanea e world music, si è sempre aperta anche una finestra sul panorama italiano; sia per quanto riguarda le band che per cantautori e compositori. Sono passati da qui Nicola Piovani, Ivano Fossati, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Franco Battiato e, ancora, Baustelle, Marlene Kuntz, Csi, Le luci della centrale elettrica e Afterhours; questi ultimi meritano un inciso particolare. Esibitisi al motovelodromo nel 2012 (anno in cui, a causa del terremoto, fu spostata temporaneamente la location dalla piazza) la band milanese non solo fece un concerto energicamente splendido, ma decise di dimezzare il costo del biglietto e destinare l’incasso della serata alla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara per gli interventi di recupero e restauro resisi necessari dopo il sisma.
Nonostante i tanti grandi nomi, compatibilmente con le risorse economiche e logistiche della rassegna, ogni anno spuntano richieste singolari come quelle di portare in piazza Castello i Rolling Stones, gli U2 o Bruce Springsteen. «È divertente il fatto - dice a tal proposito Bobo Roversi - che il nostro pubblico non abbia ancora realizzato che piazza Castello ha una capienza di 5.000 persone, non è uno stadio. Ciò detto, le new entry fra le band richieste, ma decisamente “grosse” per noi, quest’anno sono state Mumford & Sons, Blur, Alt-J e The Black Keys».
Il festival inizierà tra poco meno di un mese: sarà un’edizione speciale, un compleanno importante, il ventesimo e in migliaia lo aspettano per festeggiarlo! (sam. gov.)
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