La Nuova Ferrara

il racconto di diego marani - La 9ª puntata

Zlatko va in un altro tempo alla ricerca del tempo perduto

“Ogni parte dell’universo scorre al suo ritmo verso la fine di tutti i tempi che chi crede in Dio chiama eternità. Capita a volte che nel loro viaggio due tempi si scontrino, come due corpi nello...

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“Ogni parte dell’universo scorre al suo ritmo verso la fine di tutti i tempi che chi crede in Dio chiama eternità. Capita a volte che nel loro viaggio due tempi si scontrino, come due corpi nello spazio. Se lo scontro è diretto, può avvenire un cataclisma. Se si sfiorano appena, può verificarsi uno scambio: qualcosa appartenente ad un tempo viene sospinto nell’altro. Questo dev’essere successo al suo treno”.

Il capostazione aveva ascoltato passandosi in continuazione il fazzoletto sul collo. Nei suoi occhi brillava un lampo di fastidio. Storceva il naso e aggrottava le ciglia come se fosse stato assalito da un improvviso prurito che non poteva grattare. Zlatko ora lo fissava in silenzio. Con lo sguardo di chi è abituato a non essere creduto, aveva parlato a malincuore, senza desiderio di convincere. Il sudore gli colava a lente gocce dal viso ed io cercavo di scorgere dove andassero a cadere.

“E allora? Cosa si può fare?” sbottò il capostazione sempre più irritato.

Zlatko spalancò lentamente le braccia. La sua ombra era una pozzanghera nera sulla ghiaia bruciata dalla calce.

“Il tempo è come il fuoco: a starci troppo vicino brucia. Io se fossi in lei lascerei perdere”.

Il capostazione era diventato paonazzo. Come un asmatico, prese dalla bocca più fiato che poté e scoppiò in un unico interminabile colpo di tosse. Sembrava che ridesse. “Non se ne parla neanche! Non è per sentirmi dire questo che l’ho mandata a cercare! Lei mi deve aiutare!” riuscì a dire con la gola serrata dalla tosse.

“Posso cercare di raggiungere il tempo in cui è finito il suo treno. Sperando che non sia un tempo troppo veloce”.

“Perché? Cosa succederebbe?” chiese il capostazione con prepotenza.

“Perché in un tempo molto più veloce di questo i nostri anni sono giorni, forse ore, addirittura minuti. E in tal caso, pochi su quel treno sopravviveranno ritornando qui. Appena scesi dalla vettura, appena rientrati nel loro tempo, invecchieranno di colpo. I minuti o le ore trascorsi nell'altro tempo ridiventeranno subito quello che sono qui: anni, decenni”.

“Ne è certo?" chiese il capostazione incapace di rassegnarsi a dover ragionare su teorie che reputava fandonie

“Di niente sono certo. Non so neanche se io stesso riuscirò a tornare. Vede, è come saltare da una barca all’altra. Quando le barche sono troppo distanti si rischia di cadere nell’acqua”.

“Ma c’é qualche speranza, accidenti!” insistette ancora il capostazione appallottolando il fazzoletto fra le mani.

“Possiamo solo sperare che l’espresso 754 sia finito in un tempo più lento del nostro. Allora chi scenderà da quel treno non si accorgerà di nulla e stenterà a credere a quel che gli racconteremo”.

Zlatko puntò sul capostazione uno sguardo che l'ufficiale non seppe reggere. Senza aggiungere altro, si avviò lungo i binari.

“Cosa fa? Dove va?” gli urlò dietro il capostazione sventolando il fazzoletto come una paletta rossa.

“Visto che insiste vado a cercare il suo treno!” rispose Zlatko con pazienza tenendo alzata una mano.

Diego Marani

9, continua

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