Bondeno rende ormaggio a Goffredo “Vato” Boschetti
Ci sono uomini in grado di lasciare la loro impronta, per il talento e l’ingegno profusi in specifiche epoche della nostra storia. Come gli anni Cinquanta, quelli del boom economico, dove città come...
Ci sono uomini in grado di lasciare la loro impronta, per il talento e l’ingegno profusi in specifiche epoche della nostra storia. Come gli anni Cinquanta, quelli del boom economico, dove città come Milano o Torino si stavano sviluppando sotto il profilo economico e artistico. È in quest’epoca che Goffredo Boschetti (nato a Pilastri, e una laurea al Politecnico di Torino) inizia a lasciare il segno. « Goffredo Boschetti (detto Vato, dagli amici) inizia il suo percorso nell’immediato dopoguerra - spiega l'assessore alla cultura, Francesca Poltronieri -. Erano gli anni ruggenti, quelli del boom, in cui tutto era da reinventare». L’intuizione di Goffredo, fu quella dello Studio di architettura creato da Boschetti, con il ferrarese Claudio Bassi, attivo tra gli anni '50 e il 2000. «La sua figura resta legata anche al progetto “Milano delle 100 chiese”, voluto dal cardinal Montini e da Papa Paolo VI. La sua prolifica e innovativa attività è andata avanti per decenni, fino ai primi anni del 2000, quando si chiuse l’esperienza dello Studio Bassi-Boschetti e con il ritorno a Pilastri del celebre personaggio, che ha continuato un percorso artistico personale e privato. «La mostra - conclude Poltronieri - vuole rendere omaggio alla persona, che ha dato lustro al nostro territorio, ed anche ad un percorso professionale tra i più esaltanti in campo artistico». Domani (alle ore 18) ci sarà il taglio del nastro della mostra a lui dedicata in pinacoteca civica, organizzata dal Comune e da Associazione Bondeno Cultura, la quale rimarrà aperta fino al 28 giugno e che sarà visitabile il sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 12,30 e 15,30 alle 18,30. (mi.pe.).
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