La Nuova Ferrara

Promosso a pieni voti il nuovissimo “Piano B”

Di Fabio Ziosi
Promosso a pieni voti il nuovissimo “Piano B”

Successo annunciato e segnato per Bory, Soltanoff e i magnifici quattro In sala, a grande sorpresa, un pubblico di giovanissimi attenti e partecipi

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Quando un regista, uno scenografo, un autore qualsiasi conclude la sua opera la libera e la “dona” al pubblico, è questo che se ne impossessa sino a farla sua, leggendo quel significato con il suo filtro. E l’altra sera il bellissimo “Plan B” di Aurélien Bory e Phil Soltanoff, che ha concluso la stagione di prosa e danza, è stato giudicato e promosso a pieni voti dal pubblico più difficile, privo di schemi e pertanto anche di pregiudizi: quello dei bambini. Non che la “piéce di teatro acrobatico” fosse riservata a loro, ma è che al Teatro Abbado erano veramente più del solito, tanto da far piacevolmente abbassare l’età media del pubblico. Il gioco puro e semplice dei quattro ballerini è stato sottolineato da applausi, sorrisi e risate in particolare “guidate” proprio dai più piccoli. Anche i grandi si sono dati da fare con gli applausi concludendo la piéce con insolito calore.

Il gioco è semplicissimo (almeno all’apparenza!) scalare quella parete mobile inclinata prima e verticale poi, che ha riempito la scena dall’inizio alla fine con un mirabile disegno di luci e la musica che riusciva ad accelerare o rallentare anche i battiti del cuore dei Magnifici Quattro. Vestiti di giacca e cravatta, completo nero e camicia bianca, come uomini di successo - o che cercano di scalare inutilmente questo successo - con movimenti plastici, a volte al rallenty, mostrano tutta la loro agilità senza evidenziare lo sforzo e facendo sembrare il tutto naturale. Così facile, che ci può riuscire anche un bambino, come quelli che erano tra il pubblico. Poi a rendere il tutto ancora più divertente (ma difficile per gli attori-ballerini) compaiono in scena alcune palline bianche che si mettono anche loro a cercare di annullare la gravità e sembrano riuscirci: alcuni trucchi rimangono avvolti dal buio della sala e, pertanto, vanno a “gonfiare” ancora di più la fantasia. Le palline con il loro battito per terra o sulla parete riescono anche a scandire il tempo che si fonde con la musica sino a diventare un tam tam africano. Il gioco si fa sempre più surreale come quando un uomo con una tutta piena di strep si lancia su un tappeto attaccato alla parete verticale rimane bloccato e ogni sua piroetta o capovolta finisce incollato alla parete. Molto bello anche il “quadro” quando i ballerini cercano di salire la parete trasformata in muro altissimo ma non irraggiungibile: parte la sfida come tra ragazzi, tutti, con la loro abilità e capacità di arrangiarsi, alla fine ce la faranno. Acrobata e spazio si confondono nell’ultima “azione”: i danzatori si muovono stesi per terra ma noi li vediamo “riflessi” come su uno schermo cinematografico verticale. Nel dire comune il Piano B è l’ultima speranza dopo che il Piano A è fallito: per la Compagnie 111 con Bleton, Glucksmann, Guichard, Lourdelle e tutti quelli che ci stanno dietro, il Piano B va più che bene.

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