Gli animali e la guerra una storia “nascosta”
Dopo l'anteprima tenuta a Roma recentemente, è uscito il 15 maggio nelle sale italiane, distribuito dall'Istituto Luce Cinecittà, il docu-film Animali nella grande Guerra, (che andrà poi in onda su...
Dopo l'anteprima tenuta a Roma recentemente, è uscito il 15 maggio nelle sale italiane, distribuito dall'Istituto Luce Cinecittà, il docu-film Animali nella grande Guerra, (che andrà poi in onda su Rai Uno il 24 maggio in occasione del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia), diretto da Folco Quilici, documentarista cinematografico, televisivo, ma anche scrittore di fama, grande ferrarese figlio d'arte del giornalista e storico Nello Quilici e dell'artista Mimì Buzzacchi. Folco Quilici è noto anche per i documentari legati al mare, che il regista ha effettuato praticamente in tutto il mondo.
Nel corso della Prima Guerra Mondiale, accanto agli uomini, combatterono anche un esercito di animali: muli, buoi, cani, cavalli, maiali, piccioni vennero utilizzati difatti per lo spostamento di reparti e materiali, per le comunicazioni e per il sostentamento delle truppe. Un rapporto vivo, intenso e anche struggente.
La forzata 'convivenza' avvicinò gli uni agli altri in un possibile destino di morte e sofferenza: ufficiali e militari di truppa avevano così la possibilità di dare e ricevere affetto, ma anche quella di occuparsi di esseri più deboli e del tutto dipendenti da loro.
Nel corso della Grande Guerra gli animali non soltanto "lottarono" a stretto contatto con il soldato, ma contribuirono 'fattivamente' all'alimentazione di svariate decine di milioni di militari, un particolare che alle volte viene ingiustamente dimenticato da chi si occupa di storia.
Animali nella Grande Guerra - documentario si prefigge il compito di fornire un racconto visivo davvero anti-convenzionale del drammatico conflitto, attraverso lettere, diari e fotografie scattate dagli stessi combattenti, e raccolte nel libro che il triestino Lucio Fabi, classe 1954, ha ottenuto dalle sue ricerche, Il bravo soldato mulo (Mursia editore, 2012).
"…Il soldato "parla" con il suo mulo, lo "persuade" con una familiarità che doveva certamente venire da lontano.
Allo stesso tempo, come farebbe con un compagno di trincea, si lamenta con lui e se la prende addirittura con Cadorna, a cui imputa il razionamento del foraggio… - (L. FABI, nel libro) "
Un documentario d' autore che avrà il grande merito di ricostruire ricordi, storie, episodi di vita vissuta del rapporto, dentro e fuori la trincea, tra uomini e animali, tra incredibili momenti di assoluta serenità e tenerezza, alternati allo sfondo di in uno dei più tragici periodi della storia contemporanea.
Un rapporto di grandissima intensità, quello tra uomini e animali, che qui è trattato con grandissima qualità e amore.
Maria Cristina Nascosi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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