La Nuova Ferrara

Grandi novità con radici nella tradizione

di Fabio Ziosi
Grandi novità con radici nella tradizione

Presentato ieri mattina il cartellone 2015/2016. La presidente Ziosi: una stagione che si “allarga” sotto diversi aspetti

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«Non si sono ancora spenti gli applausi dell’ultimo spettacolo…battiamo il ferro finche è caldo. E via con la nuova stagione». È Roberta Ziosi, presidente della Fondazione Teatro comunale Abbado, a dare il via alla presentazione della stagione di prosa per il 2015-2016. Accanto a lei il direttore Marino Pedroni e il vice sindaco e assessore alla Cultura Massimo Maisto. Visi sorridenti per tutti e tre visto che il Teatro ha registrato nella passata stagione 20.000 presenze, con un 5% in più di abbonati, che prosegue la crescita già iniziata nel 2013-2014. «Una maggior presenza e anche una partecipazione attiva del pubblico - ha sottolineato Pedroni - un dato in controtendenza rispetto a quello che avviene a livello nazionale». «Complimenti - ha detto Maisto- per la qualità e la varietà della proposta. Avere un Teatro con un bilancio positivo vuol dire anche avere la possibilità di sperimentare e fare innovazioni. Il 28 maggio presenteremo i bilanci del Comunale, di Ferrara Musica e Ferrara Arte e sono tutti positivi e questo mantenendo alta la qualità».

Ma torniamo alla prosa, con una stagione che si “allarga”. Si allarga nel formato del programma (non più il piccolo pieghevole, ma grande come un giornale) che vuole meglio comunicare tutti gli appuntamenti ma anche le varie iniziative collaterali e alcune novità (vedi altro articolo in pagina). Ma che si “allarga” anche come titoli che tornano ad essere dieci senza nessun “fuori abbonamento” per il turno completo. «Abbiamo costruito una stagione - ha detto Pedroni prima di illustrare i dieci spettacoli - che tenesse conto di quello che si sta muovendo nel campo della ricerca teatrale con un occhio anche alla tradizione, mostrando una pluralità di linguaggi e esperienze diverse». Ad aprire il cartellone (22-25 ottobre) è una prima nazionale :" “Calendar girls” di Tim Firth, un lavoro teatrale ricavato dal famoso film. «Ci ha interessato l'incontro di tre figure femminili - ha detto il direttore - Angela Finocchiaro e Laura Curino con la regia di Cristina Pezzoli». Dal 13 al 15 novembre “Il malato immaginario” di Moliére nella riduzione del Teatro Franco Parenti del 1982 ci saranno Gioele Dix e la brava Anna Della Rosa; regia di Andrée Ruth Shammah. Sempre teatro classico con “Cyrano de Bergerac” ma nella rilettura contemporanea che ne fa Jurij Ferrini che è in scena e che ne ha curato contemporaneamente traduzione, adattamento e regia. Il 22 e 23 gennaio il Teatro delle albe (qualcuno ricorderà la pièce al Comunale su Pantani) con “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi” che porta in scena non tanto la biografia del Nobel per la pace, ma come questa donna sia riuscita a influenzare la vita del suo Paese combattendo la violenza con la non violenza. Dal 28 al 30 gennaio la giovane compagnia Il Mulino di Amleto presenta “Gl'innamorati” di Goldoni, realizzato su un nuovo linguaggio amoroso. Dal 18 al 21 febbraio ritorna Paolo Rossi con “Molière: la recita di Versailles” dove il grande autore francese ragiona sull’utilità della commedia dell’arte; con Rossi in scena attori e musicisti. Nel segno della musica, ma anche della parola, il 26-28 febbraio un altro gradito ritorno quello di Marco Paolini con “Ballata di uomini e di cani”; l’attore parte da tre racconti di Jack London, protagonisti il Grande nord e i suoi abitanti. Dall’11 al 13 marzo il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini, “Laika”, che debutterà al Roma Europa Festival. Ritorna anche il Teatro dell’Elfo (8-10 aprile) con “Morte di un commesso viaggiatore”, testo capace di affrontare le tematiche sociali ed economiche. Infine il 4-8 maggio, un vero e proprio evento: “Carmen” con la regia di Mario Martone con una rilettura del testo realizzata da Enzo Moscato che ambienta la storia nei quartieri Spagnoli di Napoli e la musica dal vivo affidata all’Orchestra di Piazza Vittorio.

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