Ferrara Musica chiude nel ricordo degli amici
Quello dell’altra sera era l’ultimo appuntamento della stagione di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Abbado: il concerto ha fatto registrare il tutto esaurito. Era prevedibile, perché un pianista...
Quello dell’altra sera era l’ultimo appuntamento della stagione di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Abbado: il concerto ha fatto registrare il tutto esaurito. Era prevedibile, perché un pianista come Radu Lupu, che esegue uno dei più bei pezzi per pianoforte e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart (Concerto in Do minore K491) nella nostra città lo si vede una volta ogni 10 o 12 anni. Ma l'interesse degli appassionati, oltre all’affetto per il ritorno della Chamber Orchestra of Europe, era anche per il ritorno del direttore russo Vladimir Jurowski, indimenticato protagonista di due serate (una con la stessa Coe, l’altra con la Mahler Chamber Orchestra) nel marzo 2014, dedicate alla memoria del maestro Claudio Abbado.
Anche l’altra sera c’è stata una dedica alla memoria, del tutto fuori programma: nel secondo tempo del concerto, dopo l’esecuzione del brano cameristico di Leos Janàcek (Mládi per sestetto di fiati) e prima della Sinfonia in Re maggiore K504 Praga di Mozart che ha chiuso la serata, il primo violino Lorenza Borrani si è alzata dalla sedia e rivolta al pubblico ha detto che avrebbero suonato un piccolo brano per ricordare il contrabbassista della Coe, Lutz Schumacher, scomparso di recente per un male incurabile («Questo è il primo concerto a Ferrara senza Lutz, da quando la nostra orchestra suona in questa città» ha detto la Borrani), ma anche per ricordare Norberto Squerzoni del Bar Settimo, anche lui recentemente scomparso, amico fraterno di Lutz e di tutti i musicisti della Coe. È stato un momento toccante, anche perché Jurowski ha condotto i suoi ragazzi sulle struggenti note della trascrizione orchestrale del quartetto per archi La morte e la fanciulla di Franz Schubert (secondo movimento, Andante con moto).
L’avvio di serata, col Doppio concerto per orchestra d’archi pianoforte e timpani H271 di Bohuslav Martinu, ha confermato una volta di più la predilezione di Jurowski per il repertorio del ’900 e, casomai ce ne fosse bisogno, la perfetta macchina da musica che è la Chamber. Applausi e ovazioni meritate, nessun bis.
Athos Tromboni
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