La Nuova Ferrara

Là dove c’era solo campagna ora sorgono strade e palazzi

Là dove c’era solo campagna ora sorgono strade e palazzi

Un secolo denso di trasformazioni: quando la Gad si chiamava Piazzale Fortezza Lo studioso Scafuri ci accompagna nella mappa comunale di inizio Novecento

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All'inizio del Novecento Ferrara era molto diversa da come la vediamo oggi; naturalmente i principali edifici storici c'erano, ma gran parte di quelli dentro le mura (e anche fuori) erano assenti. Per avere un'idea di quel periodo ne abbiamo parlato con Francesco Scafuri, responsabile dell'Ufficio ricerche storiche del Comune di Ferrara. Basterebbe avere sotto mano la pianta della città disegnata da Edmondo Fontana nel 1912 per rendersene conto. Cerchiamo di “visualizzarla” con le parole e vedere cosa c'era (o cosa non c'era) dentro le Mura. Nella parte nord, dall'asse Porta Po-Porta Mare fino alle Mura non c'erano quasi case eccetto qualche edificio sporadico come la Casa dell'Ariosto. Nella memoria dei più vecchi quella zona sino alla fine della Seconda Guerra mondiale veniva chiamata “zona degli orti”: si cominciò a costruire negli anni Cinquanta del secolo scorso. Un altro grande spazio di non-costruito era la zona a sud ovest l'attuale Gad-Acquedotto. Era chiamata Spianata della Fortezza dove sorgeva la fortezza abbattuta dai ferraresi dopo la definitiva sconfitta risorgimentale contro l'Austria e trasformata in piazza d'armi. Qui vi si svolgevano esercitazioni dei fanti e degli artiglieri fino al 1913, solamente nel 1925 la vasta area fu urbanizzata con le case del Rione Giardino e l'Acquedotto, costruito nel 1930-32. Il Ponte della pace non c'era, come non c'era via Foro Boario, era tutta campagna. Anche nella parte a est vi erano ampi spazi vuoti: non esisteva, ad esempio, l'Arcispedale Sant'Anna edificato nel 1910 e ampliato poi successivamente. Stessa cosa si può dire per via Bologna: tanta campagna e qualche casa come la villa dei Conti Revedin (ora scuola Ercole Mosti), con fienili e abitazioni rurali; qui l'urbanizzazione iniziò negli anni Venti-Trenta.

Tutto questo, però, non vuol dire che non si costruì ai primi del Novecento. Chi scendeva, ad esempio, dalla Stazione Ferroviaria per arrivare in centro percorreva viale Cavour che subì varie trasformazioni. Innanzitutto alla fine dell'Ottocento fu tombato il canale Panfilio e venne realizzato un viale alberato, adatto al passeggio, sul quale sorsero autentici capolavori d'architettura con numerose ville in stile Liberty (vedi articolo qui sotto). In pieno centro la zona di via Cortevecchia (l'attuale parcheggio), dove anticamente vi era l'Oratorio di San Filippo Neri, vi erano i Bagni Pubblici e nel 1912 vi era la Caserma dei Pompieri che successivamente, per necessità di ampliamento, venne realizzata in via Ortigara-Poledrelli. Il tutto fu poi raso al suolo per far posto, ma nel 1932, al Mercato del pesce progettato dall'ingegner Carlo Savonuzzi. Altro importante edificio realizzato nel 1907-10 fu la sede della Cassa di Risparmio in Corso Giovecca in stile neorinascimentale su progetto di Luigi Barbantini e Gaetano Koch (che realizzò poi anche la sede della Banca d'Italia a Roma).

Fabio Ziosi

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