La Nuova Ferrara

CINEMA

“Survivor”, un film di spionaggio dove 007 Brosnan fa il cattivo

di Gian Pietro Zerbini
Milla Jovovich inseguita da Pierce Brosnan nel film "Survivor"
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Milla Jovovich inseguita da Pierce Brosnan nel film "Survivor"

Il regista James McTeigue confezione un thriller dove oltre all’ex Bond spicca Milla Jovovich

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Survivor
Un film di James McTeigue. Con Milla Jovovich, Pierce Brosnan, James D'Arcy, Dylan McDermott, Angela Bassett. Thriller, durata 96 minuti – Usa, 2015.
 
di GIAN PIETRO ZERBINI
Spionaggio ed azione uniti in un film ricco di adrenalina e colpi di scena che sembra la trama di uno 007. C’è però un rovescio della medaglia, perché in questa occasione il volto amico, deciso e rassicurante di Pierce Bronsan, uno dei James Bond più amati dal pubblico, interpreta in realtà il ruolo del cattivo.
 
È lui l’orologiaio, un killer raffinato, metodico e spietato, vestito sempre in maniera impeccabile, che cerca di eliminare la protagonista di questa intensa spy story molto attuale diretta con talento da James McTeigue, uno che per intenderci si è fatto le ossa come aiuto regista dei fratelli Wachowski nella trilogia di Matrix e che ha debuttato dietro la macchina da presa nel 2006 con “V per vendetta”.
 
Il perno del film è però la convincente Milla Jovovich, impegnata in un ruolo delicato. Nella parte di funzionaria addetta alla sicurezza degli Stati Uniti in missione a Londra, deve impedire un attacco terroristico nel cuore di New York, fuggire agli agguati dell’orologiaio e al tempo stesso è costretta a difendersi dal fuoco amico, che in lei sospetta il doppiogioco. Tra bombe e inseguimenti, la trama si dipana poco alla volta con il complicato tentativo della fuggitiva di dimostrare la propria innocenza ed impedire una strage a Time Square per Capodanno. Per questo pirotecnico action movie, McTeigue si è in pratica ispirato a tre grandi classici di questo genere degli anni Settanta: in ordine cronologico “La conversazione” di Francis Ford Coppola; “I tre giorni del Condor” di Sydney Pollack e “Il maratoneta” di John Schlesinger, con quell’intreccio di sospetto sempre presente e costante. Cambiano gli anni, gli scenari, i nemici, ma un buon film di spionaggio deve sempre avere un alone di imprevedibilità ed è per questo che il regista McTeigue con questo ultimo “Surviror” ha fatto centro.

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