La Nuova Ferrara

I Nomadi hanno lasciato il segno

I Nomadi hanno lasciato il segno

Circa 1.500 spettatori hanno assistito al concerto dello storico gruppo italiano

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Una canzone poi l’altra, una canzone dopo l’altra, come perle di una preziosa collana. Con i Nomadi doveva essere spettacolo e spettacolo è stato l’altra sera a Stellata, dove 1.500 persone, grazie a un’ottima organizzazione, hanno potuto ballare e cantare con uno dei gruppi che sono parte della storia del pop nazionale. Da mezzo secolo sulla breccia, i Nomadi hanno mantenuto fede a quelle che erano le aspettative dei tanti loro appassionati. Quasi due ore e mezza di concerto, proponendo successi in serie - eseguiti con bravura - da quelli più recenti, con le canzoni del nuovo album “Lascia il segno”, molto vicine al rock, a quelli storici, da “Dio è morto” a “Canzone per un’amica” - dedicata a Tomas, il ragazzo di Stellata morto in un incidente stradale e ricordato a inizio di concerto da un minuto di silenzio - fino al gran finale con “Io vagabondo”. Uno spettacolo durante il quale il gruppo non si è certo risparmiato e ha entusiasmato. Il segreto? «Noi ci divertiamo sempre - ha spiegato Beppe Carletti, prima dello spettacolo, mentre era con gli organizzatori stellatesi dell’evento - e penso che il pubblico lo percepisca. Poi ci piace essere qui, perché ritengo che proprio nei piccoli paesi ci siano le tradizioni, le nostre radici. Anche quelle musicali». Prima del via al concerto, oltre al ricordo di Tomas, il saluto del sindaco Fabio Bergamini e un momento di solidarietà e impegno civile, con la consegna al Comune di Bondeno di un defibrillatore da parte del gruppo motociclisti Ex Pirat. Poi le canzoni, scandite dagli applausi, con il pubblico a intervenire, cantando, nei passaggi chiave, che tutti conoscono. Perché i Nomadi sono i Nomadi, sempre.

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