Eccellenze ferraresi in una nuova salsa
La nuova proposta miscellanea dell’eclettica Brunelli: Art Tour O e Cene ad Arte
Ferrara vanta le eccellenze per permettere tanto al cittadino quanto al turista di farsi un regalo speciale oppure, perché no, di godersi qualche lusso creativo. Sono le caratteristiche del nuovo format firmato Maria Livia Brunelli, eclettica curatrice dell’omonima home gallery, che da ieri mira a risaltare l'arte sia figurativa sia culinaria: «Sull’onda di Expo - ha esordito - vorremmo arricchire l’offerta culturale della città sul tema del cibo».
Si partirà da Art Tour O, cioé visite guidate condotte da lei stessa alle mostre in corso a Palazzo dei Diamanti, seguite da pranzo esperienziale con Pier Luigi Di Diego, chef stellato del rinomato Il Don Giovanni. Le Cene ad Arte, invece, metteranno in tavola le ispirazioni e le riflessioni degli artisti, in ordine: i piatti-sopresa e gli utensili relazionali di Giulia Bonora; che servirà caldi gli istanti gioiosi e freddi quelli conflittuali della cena come relazione; le sfoglie garibaldine di Stefano Scheda, ovvero la sfilata di una modella che metaforicamente si spoglierà della bandiera tricolore; infine, la seduzione di Giovanna Ricotta, che spazierà dalle ricette lei-lui al seno-bigné, dal budino per labbra ai sensuali sandali di ghiaccio… «E la scelta - ha proseguito -, di far seguire alle Cene ad Arte, l’ultimo sabato sera di ogni mese, gli Art Tour O la prima domenica mattina del mese successivo, vuole dare continuità ai tour operator che ci quotano». Fatto sta che «come il pubblico - ha detto l’assessore Roberto Serra -, così i privati dovrebbero mettere a sistema le loro potenzialità, poiché troppe rischiano di non essere valutate, a causa della situazione pulviscolare».
Di sicuro, l’anguria scottata con l’aggiunta di un pizzico di sale, del pesce fresco e dei frutti esotici è andata a ruba tra i giornalisti; omaggio dello chef alla rosa prospettica di Ketty Tagliatti. Di Diego intende lasciarsi ispirare ancora per uscire dagli schemi: «Questa è una realtà difficile - ha motivato -, perché attaccata al territorio e dipendente dalle tradizioni. Tuttavia i ferraresi si recano altrove per provare nuovi sapori… mentre basterebbe loro guardare dietro l’angolo», di Ercole I d’Este...
Matteo Bianchi
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