La Nuova Ferrara

Altro riconoscimento alla splendida carriera del copparese Barioni

Altro riconoscimento alla splendida carriera del copparese Barioni

Domenica il tenore riceverà il Premio Caruso in Toscana Nell’albo d’oro succede, fra gli altri, a Del Monaco e Zeffirelli

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Una soddisfazione tira l’altra, per celebrare la splendida carriera del quasi 85enne Daniele Barioni, copparese residente a Ferrara, tenore di fama mondiale. Ad inizio aprile ha potuto fregiarsi del titolo di “Grande della Lirica”, ma ora è in arrivo il vero “Premio Caruso” (Barioni ottenne nel 2012 quello che viene consegnato a Milano), che Barioni riceverà domenica alle 18 a Villa Bellosguardo - Museo Caruso (l’abitazione del celebre artista) di Lastra a Signa (Fi).

Ennesimo riconoscimento per Barioni, nato a Copparo il 6 settembre 1930 e fin da giovanissimo appassionato di canto, ascolta tanta musica e si appassiona ai film musicali. A 18 anni si trasferisce a Milano dove prende lezioni di canto dal maestro Arturo Bordonali e nel ’54 debutta al Teatro Nuovo nella Cavalleria rusticana. È subito successo tanto che viene scritturato per il Metropolitan di New York.. Dopo aver rispettato alcuni contratti che aveva già firmato per concerti in Italia, Egitto e Sud Africa, partirà per gli States nel ’56 dove sostituirà subito il protagonista della Tosca, ammalatosi di asiatica, ottenendo un grande successo che diede il via a una carriera sfolgorante.

I giornali sono tutti concordi nel dichiarare che è stato scoperto un grande tenore: “Barioni sensazionale sorpresa”, “Trionfale esordio del giovane cantante italiano novello Caruso”, sconosciuto solo 24 ore prima di salire sul palcoscenico del Metropolitan. Anche il celebre Mario Del Monaco gli scrisse questa significativa dedica: “Sei la più bella voce di tenore dei nostri tempi. Vai sicuro che nessuno ti può fregare !”.

Effettivamente, Barioni ha una voce di tenore lirico spinto, potente, straordinaria, corposa, solare, acuti spillanti, dizione perfetta, fraseggio incisivo, piglio gladiatorio, bella presenza scenica, presa sul pubblico infallibile; qualità che gli permettono di interpretare un repertorio molto vasto.

Ha infatti cantato molto nei teatri americani con ben 277 recite al Met, poi in tutti i teatri italiani fra cui l’Opera di Roma, l’Arena di Verona, il San Carlo di Napoli e la Scala. Le sue apparizioni, specie dopo la prematura scomparsa della moglie Vera Franceschi, nota concertista, si diradano per chiudersi nell’81 con un concerto al Teatro Abbado di Ferrara, assieme a Renata Tebaldi.

Oggi Barioni è ancora un istrionico e bizzarro personaggio, mentre per gli appassionati dell’opera lirica è un artista che seppe suscitare emozioni oggi diventate, purtroppo, merce sempre più rara.

Il Premio Caruso, giunto alla 39ª edizione, è stato dato, fra gli altri, agli stessi Del Monaco e Tebaldi, ancora a Rolando Panerai (che conduce domenica assieme a Mario Del Fante), ad Alfredo Kraus e Mirella Freni, fino a Franco Zeffirelli lo scorso anno, prima volta nella casa di Caruso. La cerimonia di domenica sarà seguito da un concerto, il tutto ad ingresso libero e aperto a tutti.

Margherita Goberti