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alla porta degli angeli

“Concerto per silenzi” Giallo Ferrara è già dietro l’angolo

“Concerto per silenzi” Giallo Ferrara è già dietro l’angolo

Volti celati, sfuggenti, emblematici, dark. Album di ricordi assemblati in un delirio d'incomprensioni, figure infantili protagoniste di incubi che si vorrebbero nemmeno raccontare e, ancora,...

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Volti celati, sfuggenti, emblematici, dark. Album di ricordi assemblati in un delirio d'incomprensioni, figure infantili protagoniste di incubi che si vorrebbero nemmeno raccontare e, ancora, fotogrammi di realtà distorte in cui l'unica certezza è l'inquieto oscillare di un gradiente tra il bianco e il nero. Ecco il colpo d'occhio su "Concerto per silenzi", la mostra che ieri pomeriggio è stata inaugurata dallo staff di #GialloFerrara, alla Porta degli Angeli, nel contesto del progetto "Gate". Il supporto tecnico dell'associazione EvArt infatti, si è rivelato fondamentale per rendere più frizzante il vernissage che ha stuzzicato l'intelletto (e pure il gusto) degli incuriositi.

«L'emblema dell'opera e la sua inequivocabile ambiguità - ha esordito il curatore Stefano Bonazzi - crea riparo emotivo al soggetto ritratto e a chi lo osserva, ovattandolo nel proprio io, fagocitandolo nel mondo irreale da lui creato come unico appiglio o via di fuga dall'ordinario, è un'ammaliante bugia che suona più o meno così: ti offro il cupo e l'incerto, ma tutto è circoscritto in un unico fotogramma, finché resti al di fuori della cornice, tu sei salvo». Soffermandosi un poco a osservare, già si potrebbe intuire che i protagonisti stessi di questi scatti, illustrazioni e incubi, in verità non pretendono alibi alcuno, alcun tratto somatico o espressione del viso a cui potersi aggrappare. «Spesso mascherati o travestiti - ha incalzato Bonazzi - che si tratti delle ombre sfuggenti di Emiliano Rinaldi, della claustrofobica wunderkammer ricreata da Farolfi e Squarcia, delle deflagrazioni materiche di Fabio Selvatici, dei miei incubi lynchiani o delle sadiche bambine di Virginia Mori, essi incarnano la parte buia dell'individuo, quella più silenziosa».

Matteo Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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