Ben Pastor e l’indagine di Bora Al centro le resistenze interne
Il primo giorno del Festival GialloFerrara ha srotolato il suo fitto palinsesto dopo la luculliana cena con delitto, che si è consumata giovedì sera al Ristorantino Le Nuvole. La via Fondobanchetto,...
Il primo giorno del Festival GialloFerrara ha srotolato il suo fitto palinsesto dopo la luculliana cena con delitto, che si è consumata giovedì sera al Ristorantino Le Nuvole. La via Fondobanchetto, infatti, si è trasformata in un set di fiamme e loschi figuri nei panni di guardie e ladri.
Invece, nel caldo pomeriggio di ieri, la Galleria Matteotti si è rimpita grazie alla scrittrice italo-americana Ben Pastor: l’ultima indagine di Martin Bora, il celeberrimo investigatore nato dalla sua penna, si conferma essere sì un giallo, ma non solo questo, tanto che qualunque definizione risulterebbe restrittiva. La Storia è la vera protagonista, e i fatti reali si mischiano a finzioni letterarie per quella che è una vicenda di resistenza: «Mi sono sempre interessate - rivela l’autrice - le resistenze dall’interno, e Martin è un odierno Achille».
Il corpo dell’investigatore nazista è percorso da una lotta tra la coscienza di soldato e l’ideale morale, perché della divisa non condivide la rigidità. Un omicidio cretese sarà il pretesto per la nuova avventura che la Pastor dispiega nel suo “La strada per Itaca” (Sellerio): un romanzo pieno di letteratura, che respira del mito imperituro di Ulisse e del suo eterno ritorno. Il contrasto interiore del protagonista è un lacerante ascoltare e disconoscere la propria coscienza, e gli applausi del pubblico hanno catturato la particolarità dell’opera.
La rassegna che continuerà sino a domani, si conferma dunque attenta alle svariate anime del giallo, alle sue sfumature, a rendere un’offerta di lettura-letteratura complessa e impegnata.(m.b.)
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