La Nuova Ferrara

Imprevedibili e coerenti Il ritorno dei Verdena

Imprevedibili e coerenti Il ritorno dei Verdena

Il lanciatissimo trio bergamasco questa sera alle 21 in Piazza Castello In apertura di serata Iosonouncane, recente rivelazione in territorio indie

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I Verdena sono una delle poche band del circuito alternativo italiano che è cresciuta nel tempo e che nei cinque album fin qui pubblicati ha portato avanti un percorso artistico tanto imprevedibile quanto coerente. Dopo un tour invernale baciato dal sold-out, e in attesa del secondo capitolo di “Endkadenz”, il lanciatissimo trio bergamasco ritorna sulle scene questa sera alle 21 in Piazza Castello con il suo stile ipnotico, malinconico e corrosivo. È quasi epica la storia degli esordi, tre adolescenti schivi e selvatici si ritrovano catapultati dal pollaio sperduto nei monti adibito a sala prove alla high rotation di MTV e ai palchi dei principali festival italiani. La risposta a questo disorientamento è stata netta: ribadire e mantenere la propria estetica, set potente e violento, suono ruvido e grezzo, appeal grunge à la Nirvana e al rock desertico dei Kyuss e incarnazione di un nuovo e in un certo senso nostrano teen spirit con temi e liriche ripetitive fino a creare angoscia, che ammiccano agli stati di agitazione tipici di un’età, cosa che crea l’empatia col pubblico. “Verdena” esce nel 1999, trascinato dal singolo Valvonauta, prodotto da Giorgio Canali, e già mette in luce una solida ispirazione melodica e un notevole impianto - e impatto - ritmico. Il successore “Solo Un Grande Sasso” vede invece la luce nel 2001, con Manuel Agnelli degli Afterhours ai controlli. Cambio di prospettive per il terzo “Il Suicidio dei Samurai” (2004), meno introspettivo mentre con “Requiem”, pubblicato nel 2007, la scelta è quella di ripercorrere la strada di casa, verso arrangiamenti più duri, atmosfere divaganti e spazio anche per momenti di adagiata dolcezza. Con “Wow” (2011) la band si rimette di nuovo in gioco, accetta, per così dire, di sporcarsi le mani e rimescolare le carte. È l'esplosione di una tensione creativa arrivata forse a limiti da non ritorno, che poteva materializzarsi soltanto in un progetto estremo, un doppio disco da 27 brani, emblema di un'urgenza comunicativa ai limiti della bulimia sonora.

Tastiere e synth gareggiano coi ruvidi suoni grunge per il ruolo di predominio e guida delle melodie, generando figli ibridi di wave, psichedelia cadenzata, veloci schizzi (contrapposti alle lunghe cavalcate degli esordi) con chitarre mai ingombranti, echi di prog, folk vellutato, piano e archi. E' l'album della consacrazione, che li proietta addirittura ai vertici delle classifiche di vendita italiane, di solito assai avare con le espressioni più radicali della musica indipendente.

In apertura di serata, Iosonouncane, progetto cantautorale sui generis (campionatore e chitarra) di Jacopo Incani, recente rivelazione in territorio indie. L'idea di Iosonouncane inizia a prendere forma quando Jacopo, disoccupato da appena un mese, grazie all’assegno dell'Inps compra un campionatore e una loopmachine e comincia a saggiarne le potenzialità. A fine maggio 2008 trova lavoro in un call-center: nello stesso periodo tutti i frammenti registrati e gli appunti presi nel frattempo iniziano a prender forma di canzoni. Nel luglio 2010 entra in studio e registra il proprio album d'esordio: La Macarena su Roma. L'album riassume i primi due anni di vita del progetto e si chiude programmaticamente col proprio licenziamento dal call-center, in una drammatica/eroica sovrapposizione di vita e opera.

Il Festival è organizzato dall’Associazione “Ferrara sotto le Stelle” con il sostegno del Comune di Ferrara, dell'Amministrazione Provinciale di Ferrara e

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