La Nuova Ferrara

molti giovani tra il pubblico

Verdena, fronti sudate e chitarre in un concerto pieno di energia

Verdena, fronti sudate e chitarre in un concerto pieno di energia

Qualcosa di viscerale, arcano e profondo si è manifestato mercoledì sera in Piazza Castello, non tangibile ma evidente e presente sui volti della gente numerosa, sulle fronti sudate e i sorrisi e gli...

2 MINUTI DI LETTURA





Qualcosa di viscerale, arcano e profondo si è manifestato mercoledì sera in Piazza Castello, non tangibile ma evidente e presente sui volti della gente numerosa, sulle fronti sudate e i sorrisi e gli sguardi. Un'atmosfera satura di distorsioni di chitarra, batteria incalzante e una voce fulminante, un'ondata di suono che ha travolto i presenti, sballottati, stupefatti e sereni e poi ancora meravigliati, come vittime allegre dell'energia che fluiva dentro di loro, gli sguardi e le sottili pieghe dei sorrisi lo raccontavano bene.

A manifestarsi è stata l'energia dei Verdena, nell'ultimo appuntamento in ordine di tempo di "Ferrara sotto le stelle 2015" - ha aperto il concerto Iosonouncane con il suo cantautorato misto a rock elettronico - in un saliscendi di fasi emotive, ognuna di esse legata a un particolare pezzo proposto di volta in volta dalla band. Perché per essere riconosciuti dai più come la migliore alternative rock band italiana ci sarà pure un motivo, e saperti cullare con un piano e un pezzo cantautorale prima per poi farti saltare come un forsennato con bordate heavy laceranti non è da tutti. L'arcano ha iniziato a prendere forma nell'insinuarsi sottile del trasporto di "Un po' esageri", primo singolo dell'ultimo album del gruppo, "Endkadenz vol.1", una palla di neve rapidamente trasformatasi in valanga che si è abbattuta sul pubblico. "Loniterp", "Derek", "Sotto prescrizione del dott. Huxley", “Muori Delay”, "Don Calisto", una canzone dopo l'altra, e la folla ha iniziato a ondeggiare, vittima saltellante e sorridente sempre più consapevole dell'evento eccezionale che si stava manifestando in Piazza Castello, delle viscere che accoglievano benevole le trame musicali imbastite dalla band. I volti delle persone nella calda serata estiva solcati dal ritmo incalzante, le gocce di sudore a incorniciare i sorrisi, nei visi più assorti scivolate nelle rughe della fronte, la splendida "40 secondi di niente" con il suo "settembre ci porterà via", che riportava il pubblico al presente, rassicurandolo di un'estate ancora lunga.

Gian Piero Bruno

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google