Jesus&Mary Chain, il rock che non tradisce
I fratelli Reid convincono il pubblico ferrarese nell’unica tappa italiana del loro tour, tra i fan anche Vasco Brondi
Forse qualcuno li ha visti aggirassi ieri pomeriggio nei pressi del castello estense in veste turistica.
T-shirt e ombrellino per ripararsi dal sole i Jesus & Mary Chain, dopo il soundcheck, hanno dato una sbirciatina alla città prima del concerto serale.
Unica tappa italiana del loro tour in occasione dell'anniversario di "Psychocandy", il loro album più celebre. A The Sleeping Tree il compito di aprire la serata e, nel suo set, c'è stato anche "Sismography", un brano che parla di terremoti e che il cantante ha voluto dedicare alla «Ferrara ferita».
Come da programma la band si è impossessata del palco alle 21.45 e per i tremila di piazza Castello è stato il momento della verità.
«Erano anni che aspettavo questo momento», dice qualcuno e «li ho seguiti anche all'estero ed è bellissimo vederli qui stasera», afferma qualcun altro.
Tra il pubblico in “incognito” anche Vasco Brondi, in arte “Le luci della centrale elettrica”.
Le aspettative non vengono tradite, già dai primi pezzi i Jesus & Mary Chain si mostrano per quello che sono: grandi artisti che amano ciò che fanno e capaci di emozionare. I brani si susseguono elettrici e veloci, chitarra, basso e batteria non perdonano e la voce di Jim Reid è bella e graffiante. Insomma stiamo parlando di rock, ma di quello buono però. Il pubblico a parte sua apprezza e non perde occasione per dimostrarlo.
«Non si esce vivi dagli anni 80», cantavano gli Afterhours, ma loro ce l'hanno fatta e anche alla grande.
Samuele Govoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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