Chiusura doc con le Variazioni di Saffo firmate da Patarini
Ci sono spettacoli che ti restano appiccicati addosso come piccoli brillantini di trucco e rivivono improvvisi, come colpiti da un raggio di luce. È quanto accaduto sabato sera in occasione dell’ult...
Ci sono spettacoli che ti restano appiccicati addosso come piccoli brillantini di trucco e rivivono improvvisi, come colpiti da un raggio di luce. È quanto accaduto sabato sera in occasione dell’ultimo appuntamento del Racket Festival a Palazzo della Racchetta.
In scena le Variazioni su Saffo per l’adattamento e la regia dell’istrionico Virgilio Patarini con le attrici Catia Gianisella, Sabrina Bordin, Vittoria Triglione, Miriam Previati e Linda Evangelisti. Tre le “Saffo” protagoniste dello spettacolo, che si sono affidate alle parole rispettivamente di Marguerite Yourcenar, Christine Pruner e Ovidio, legate insieme da un’Attis (Miriam Previati) candida e delicata, dalle voci fuori campo dello stesso Patarini e di Linda Evangelisti con versi di Baudelaire e dalle musiche azzeccatissime di Maurizio Ganzaroli. Tre i momenti scenici per uno spettacolo giocato sulla contemporaneità degli eventi con il pubblico che, si è alternato alla visione dei tre momenti della messinscena in altrettante sale del palazzo.
Catia Gianisella ha recitato le parole della Yourcenar riuscendo ad attribuire alla parola il senso di un’azione in continuo divenire ed offrendo una recitazione senza sbavature e dal ritmo incalzante. Una straordinaria Sabrina Bordin, non certo nuova a ruoli complessi, ha impersonato la Saffo sconvolgente della Pruner, rendendo a pieno il senso del testo. Ovidio e le sue parole sono state affidate al gusto espressivo di Vittoria Triglione che sviluppato, grazie alla sua recitazione, quel fuoco del cuore in balia dei ricordi e delle passioni che è al centro del testo. Miriam Previati nel ruolo di Attis, ha attraversato le scene lasciando dietro di sé la scia impalpabile del ricordo. Talora presenza reale, talaltra quasi spettrale ha impersonato il desiderio d’amore lasciato dalle storie finite. E lo ha fatto con sapienza ed equilibrio. Uno spettacolo perfettamente riuscito per una serata di pura avanguardia teatrale.
Michele Govoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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