Niccolò Fabi ha presentato il live che terrà a Comacchio
«Fai da sempre come ti pare», è stato il là, la provocazione che Franz Campi, speaker storico di Radio Tau, ha lanciato scherzoso a Niccolò Fabi sulla scia dell’impresa firmata con Silvestri e Gazzé....
«Fai da sempre come ti pare», è stato il là, la provocazione che Franz Campi, speaker storico di Radio Tau, ha lanciato scherzoso a Niccolò Fabi sulla scia dell’impresa firmata con Silvestri e Gazzé. Da tutta la regione, giovedì sera, si sono seduti sul prato del Cubo, la piazza culturale by Unipol alle porte di Bologna, per ascoltare la voce del cantautore. La sua versione dei fatti, passando in rassegna carriera, poetica e l’opinione maturata del suo Paese. E i ferraresi non si sono fatti desiderare; d’altronde, aspettando che “Costruire una canzone” passi a Comacchio (l’11 settembre), si sono spostati in massa a Bologna, a sostenere l’amato ‘Nicc’ com’è si firma sui social. «Una canzone deve emozionarti e farti riflettere - ha esordito Fabi -; quando sboccia, lo fa dalla vita, da quello che sento con e attraverso gli altri. Ecco l’ispirazione».
Diventato famoso per l’acutezza messa al servizio della musica, ha iniziato nella backline di Alberto Fortis, di cui ricorda gli inchini rivolti al pubblico, il contatto di un brano condiviso, il trasporto. Erano i tempi in cui pochi avrebbero scommesso su Milano e Vincenzo, pezzo che ha segnato il presente dei parolieri italiani nonché gli incassi della Numero 1. E i due veterani hanno acceso i microfoni accennando al mestiere di Fabi senior, l’abile discografico che da piccolo lo lasciava dormire sugli amplificatori, o lo portava a cena con un individuo singolare, Lucio Battisti. «Non potrei fare più nulla che non fosse confacente alla mia sensibilità - ha aggiunto Fabi - da un punto di vista di serenità e completezza personale. Poter essere libero, pur avendo lavorato tanto, mi consente di scegliere ciò che mi fa sentire più autentico e lo auguro ad ogni essere umano».
Ma purtroppo non tutti riescono a realizzarlo... «Tra chi vive in un sobborgo del Ruanda e chi nel centro di New York c’è una differenza di possibilità. Non c’è democrazia. Ciascuno di noi, però, può trasmettere il meglio di sé con la propria passione».
Sulle note di Lontano da me ci avvicina una signora e ci mostra lo screen dello smartphone, la nostra via Mazzini coperta dagli ombrelli colorati, con un commento: “È proprio bella”. Merito dell’atmosfera, merito di Niccolò Fabi.
Matteo Bianchi
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