Al Puedes Summer Night la band amata dai vip
Intervista all'Orchestraccia, che tra i fan ha Elio Germano e Paolo Calabresi: «E dire che siamo nati quasi per scherzo»
FERRARA. Un progetto nato cinque anni fa a Roma e che ha raggiunto, in breve tempo, risultati inizialmente impensabili. Stiamo parlando de l’Orchestraccia, un gruppo di cantanti e attori romani, capitanato da Marco Conidi ed arricchito in maniera variabile dalla presenza di personaggi del piccolo e grande schermo, tra cui diversi volti noti della serie "Romanzo Criminale", protagonista mercoledì sera del concerto al Puedes Summer Night.
«L’Orchestraccia nasce quasi per scherzo presso il Locale, un punto di ritrovo per gente dello spettacolo – spiega Conidi – per arrivare a una band vera e propria che suona le canzoni della tradizione popolare, partendo proprio dalle radici romane e arriva al folk di altri territori italiani. Le canzoni poi si alternano a brani recitati, quindi è teatro oltre che musica».
Prima Roma, poi l’Italia centrale, poi il resto della Penisola. Un tour che sta aggiungendo tappe su tappe e che presto arriverà anche all’estero.
«Ci divertiamo e facciamo divertire, scoprendo che il nostro Paese ha tantissimi punti in comune anche a livello musicale. A scrivere le canzoni non sono solo io – confessa Conidi che ha un paio di Sanremo alle spalle – ma anche altri musicisti esperti, come Maurizio Filardo e Giorgio Caputo. Abbiamo scoperto di recente, tramite un’indagine di Spotify che analizzava la musica ascoltata nelle varie capitali, che a Roma al primo posto ci siamo noi, con ben te canzoni».
"Sona Orchestraccia sona" è divenuta presto un successo, ma anche ‘Nella’ ha fatto parlare parecchio, dato il delicato tema trattato, quello del femminicidio. «È stato un altro risultato importante. Al video di "Nella" hanno partecipato attrici importanti e brave come Vanessa Incontrada, Sabrina Impacciatore e Ambra Angiolini. Non solo, ai nostri concerti abbiamo spessissimo ospiti d’eccezione, da Maurizio Mattioli ad Elio Germano e Paolo Calabresi. E dopo aver suonato a lato dei templi siciliani siamo curiosi di cimentarci sotto le mura estensi».
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