Il miscuglio dei generi firmato Strike
Stasera sul palco la popolare band ferrarese con l’ultimo album
Bel concerto ieri sera per l’Orchestracca. Il progetto nato cinque anni fa a Roma è stato ‘risparmiato’ dal meteo, per la gioia del pubblico presente al Puedes Summer Night.
«Ci divertiamo e facciamo divertire - spiega Marco Conidi -, scoprendo che il nostro Paese ha tantissimi punti in comune anche a livello musicale. A scrivere le canzoni non sono solo io, ma anche musicisti esperti come Maurizio Filardo e Giorgio Caputo. Abbiamo scoperto di recente, tramite un’indagine di Spotify che analizzava la musica ascoltata nelle varie capitali, che a Roma al primo posto ci siamo noi, con ben tre canzoni. Dopo aver suonato a lato dei templi siciliani, siamo curiosi di cimentarci sotto le mura estensi» (leggi l’intervista integrale sul nostro sito www.lanuovaferrara.it, sezione Tempo libero).
Oggi nel sottomura da via Baluardi doppio appuntamento fra libri e musica. Si parte alle 20.15 con Vegano più g(i)usto più sano dello chef Elio Facchini con Marcella Trivella e la naturopata Elisa Pampolini: un ricettario, ma non solo, di cucina vegana che spiega oltre a semplici ricette anche il loro apporto nutrizionale nella vita di ognuno; introduce Vincenzo Iannuzzo.
A seguire, attorno alle 22, viene recuperato l’atteso concerto degli Strike, rinviato lo scorso 16 agosto per maltempo. La band ferrarese propone il suo ultimo lavoro, il doppio album L’Havana-Kingston-Ferrara-New York, uscito ad aprile di quest’anno. Un viaggio immaginario appunto tra l’Havana, Kingston, Ferrara e New York, portando a spasso una musica che mescola la canzone d’autore italiana, le ritmiche e le sonorità caraibiche e latine, il funky, il jazz e la grande tradizione dub che attraverso le sapienti mani di Dennis Bovell trasforma i dieci brani in sognanti live dub session. Un disco che è una vera e propria miscela di generi, tradizioni e culture: quella che i Mano Negra di Manu Chao definirono patchanka e che l’Italia ha imparato a conoscere grazie soprattutto agli Strike, dal 1986 sulla scena e di nuovo in pista con quest’ultimo lavoro, ennesima svolta creativa ma, allo stesso tempo, la sintesi perfetta di un percorso musicale lungo quasi tre decenni.
Havana-Kingston-Ferrara-NewYork il titolo scelto per l’album doppio, proprio a voler sottolineare la natura eclettica e multiforme di un lavoro che svela e riassume, traccia dopo traccia, le esperienze vissute dalla band estense nel corso di una vita on the road. «È un disco nato in studio di registrazione - spiegano dalla band - e scritto con la massima libertà compositiva: volevamo fare tabula rasa del passato, tracciare una nuova rotta su un foglio bianco. Ne è derivata una miscela di suoni e linguaggi che abbiamo assorbito nel nostro girovagare per il mondo e per i palchi. E probabilmente, mai come stavolta, ne hanno guadagnato le canzoni: Havana-Kingston-Ferrara-NewYork ha il sapore tutto italiano della melodia ‘pop’, intrecciata con il gusto per il reggae, il funky e la musica latina che da sempre ci contraddistingue».
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