Negli sport della mente Daniele è un oro olimpico
Ferri sul gradino più alto grazie a cinque vittorie consecutive a Mensa Connection L’inventore di VegeTables: «E pensare che a scuola odiavo la matematica»
«A scuola non amavo affatto la matematica, in compenso sono stato fin da piccolo un appassionato di scacchi». Daniele Ferri, informatico ferrarese, ha vinto una medaglia d’oro alle olimpiadi di Londra. Non a quelle, peraltro magre di soddisfazioni azzurre, del 2012. Ma ai campionati che, ogni anni a partire dal 1997, riuniscono nella capitale britannica gli atleti del cervello che si sfidano a colpi di enigmistica e rompicapi. Dai più classici (Scacchi, Go,Backgammon) ai più moderni (Carcassonne, Catan, Rummikub), sono decine le discipline, per sessanta diversi tornei, comprese nell’arco degli otto giorni delle “Olimpiadi degli Sport della Mente” appena concluse. Tra queste, anche VegeTables, il gioco inventato tre anni fa dallo stesso Ferri e ora riconosciuto tra le discipline ufficiali degli “Mind Sports”. Ma non è con il “suo” VegeTables che Ferri si è fatto onore alla 19ª edizione dei campionati londinesi. Unico italiano a salire sul podio più alto, ha conquistato una medaglia d’oro realizzando cinque vittorie consecutive nel torneo di "Mensa Connection", un gioco creato dal tedesco Reiner Knizia (uno tra i più prolifici autori mondiali), e che in Italia è conosciuto col titolo di "Geniale!"
A farsi notare per abilità e bravura nel gioco VegeTables, invece, è stata la giovanissima bolognese Matilde Servalli che, accompagnata dai genitori, ha partecipato alla gara dedicata al gioco inventato da Ferri, strappando un meritatissimo bronzo giocando alla pari con altri concorrenti adulti.
Unico esercizio italiano ad essere ammesso alle Olimpiadi della mente di Londra, VegeTables è un gioco di carte che sostituisce ai classici quattro semi 16 varietà di frutta e verdura. Si tratta in realtà di un gioco matematico, il cui scopo è riuscire ad abbinare i numeri alle immagini per guadagnare punti. E chi pensa che carote e melanzane non abbiano sulla a che vedere con i numeri si ricrederà. Ferri ne è l’esempio lampante: «L'enigmistica, il backgammon, le carte, i giochi matematici e di memoria sono diventati la mia passione - spiega - Nella vita mi occupo di sviluppo di software, il che comporta la necessità di analizzare i processi logici. Così il lavoro e il gioco hanno finito per aiutarsi a vicenda».(a.m.)
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