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Giovani ferraresi in luce a Mantova

Giovani ferraresi in luce a Mantova

Al Festivaletteratura di scena gli studenti dei licei Ariosto e Roiti e i componenti del Gruppo del Tasso

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Finalmente si sente parlare di libri e gli scrittori si possono incrociare ad ogni angolo della città. Come se riprendesse fiato, Mantova si allarga culturalmente per il Festivaletteratura, giunto alla 19esima edizione. E anche quest’anno non è mancato lo stimolo dei ferraresi.

C’è stato, infatti, chi terminato GialloFerrara si è immerso nella redazione mantovana, alla maniera di Marcello Bardini, o chi del Gruppo del Tasso ha fatto da accompagnatrice agli autori greci, alias Iris Karafillidis, intanto che badava alla Biblioteca itinerante di San Pietroburgo in piazza Sordello. Novità collaterale del 2015 è stata la trasformazione del racconto Pianoforte Vendesi di Andrea Vitali in una piéce teatrale, promossa dalla Fondazione Aida di Verona. Lo spettacolo, adattato e diretto da Raffaele Latagliata, ha visto protagonista la sfaccettata interpretazione di Adriano Evangelisti. Una prova efficace d’incontro tra la prosa ed il palcoscenico, il quale ha registrato il tutto esaurito per ben quattro serate.

Gli allievi del Liceo classico estense “Ariosto”, capitanati dalle docenti Ferraresi e Fenoglio, sono arrivati in sedici, gli stessi che durante l’anno seguono il progetto “Galeotto fu il libro”. «È un miracolo ogni volta - ha affermato Chiara Ferraresi - l’atmosfera che fa rinascere in loro l’entusiasmo per la lettura. Oltre che dimostrarsi un valido corso di aggiornamento, arricchendo il patrimonio di ciascuno sul contemporaneo».

Tra le vie rimane la percezione dell’importanza del mercato librario, ma vince l’idea di qualcosa che vada al di là, di superiore. «Non domina la logica della vendita - ha concluso l’insegnante -, bensì lo spazio viene riconquistato da voci messe da parte, così l’omaggio alla poesia di Aldo Capitini».

In una società in cui il denaro non è più un lusso, lo è la buona letteratura, in grado di aiutarci ad individuare l’idiozia ed a liberarcene. Paradossalmente le Jaguar messe al servizio dello staff per recuperare gli ospiti ne sono state una traccia.

«È un lavoro profondo e gratificante - ha esordito Anna Maria Bonsi - quello del volontario. Credo da sempre che la letteratura esuli dalla scrittura, che sia ugualmente memoria ed esempio etico».

La docente del Liceo scientifico “Roiti”, torna nella terra virgiliana da più di dieci anni, affiancata dal professor Orsoni e dai suoi studenti. Dodici ragazzi di 4ª e 5ª che proseguono la conoscenza con gli autori durante l’anno, grazie al progetto “Non solo libri”. «Per quanto sia responsabile del punto sotto il Portico d’onore di Palazzo Ducale - conclude la Bonsi -, dei miei non ne ho nemmeno uno. È giusto che siano lontani dalla chioccia, che si dimostrino autonomi e responsabili di loro stessi».

E un’impronta in mezzo a questa folla i nostri ragazzi l’hanno lasciata, essendo i ‘magnifici otto’ che tengono le redini del Festival, soddisfatti della puntualità e dell’energia che hanno trasmesso.

Matteo Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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