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E Ferrara fu la prima a vedere al potere le mogli dei signori

E Ferrara fu la prima a vedere al potere le mogli dei signori

Anche dal punto di vista storico nel Rinascimento le donne vissero un’epoca di fiorente attività politica: le donne di potere erano casi frequenti, ed anche Ferrara accolse alcune figure femminili le...

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Anche dal punto di vista storico nel Rinascimento le donne vissero un’epoca di fiorente attività politica: le donne di potere erano casi frequenti, ed anche Ferrara accolse alcune figure femminili le cui vite rimangono sospese tra leggenda e realtà. Non a caso lo scrittore Riccardo Rimondi, nel suo volume Estensi (Cirelli e Zanirato), approfondisce la biografia di molte di esse. «Gli Estensi furono tra le prime famiglie in Italia ed in Europa che affidò la reggenza, nei momenti di assenza, alle mogli, e non ai parenti maschi», ha raccontato il professor Rimondi.

Eleonora d’Aragona, Renata di Francia, Lucrezia Borgia, sono soltanto alcuni dei nomi che si sentono spesso riecheggiare tra i ciottoli e le mura ferraresi. Furono donne di successo, che seppero ben amministrare il proprio potere, e nonostante non potessero esercitarlo in maniera diretta, lasciarono un solco profondo. «Eleonora d’Aragona, ad esempio, sfruttò il disinteresse nei confronti della politica del marito, Ercole I, e riuscì a risolvere difficili situazioni diplomatiche - ha continuato poi lo scrittore - Renata di Francia, essendo interessata alle questioni religiose, accolse a Ferrara gruppi di religiosi protestanti, che trovarono rifugio nella nostra città».

Non vi furono solo innovazioni a livello governativo, ma anche per quanto riguarda il contesto socio-culturale: un caso può essere quello di Isabella d’Este, la quale ebbe la possibilità di “sperimentare” sia in ambito politico che musicale. Trovatasi in posizione di potere per via del coinvolgimento in guerra del marito, Isabella amministrò abilmente il ducato, rimanendo talmente in prima fila da guadagnarsi la fama di “prima donna del rinascimento”; fu inoltre una pioniera nel contesto musicale, abilitando gruppi di donne cantanti e balletti. Erano donne coraggiose, che riuscivano a girare a proprio favore l’essere donne: avevano un’altra idea della sovranità, esercitavano un rispetto diverso della vita.

«Il potere non è mai lontano dalla vita intesa come esperienza umana - conclude Rimondi -, necessita della bellezza, dell’accoglienza e del rispetto dei pensieri diversi, delle curiosità e delle debolezze maschili. E queste donne l’avevano capito». (i.l.)

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