Il binomio violino-pianoforte continua ad avere successo
“Fratres” di Arvo Pärt. Ne esistono diverse versioni da camera, tutte mutuate dalla pagina originale del 1977 che il compositore estone scrisse per violino, quintetto d'archi e percussioni. Sabato...
“Fratres” di Arvo Pärt. Ne esistono diverse versioni da camera, tutte mutuate dalla pagina originale del 1977 che il compositore estone scrisse per violino, quintetto d'archi e percussioni. Sabato scorso Emy Bernecoli (violino) e Gianluca Di Donato (pianoforte) hanno proposto la loro lettura nel concerto al Teatro Comunale Abbado. Era di fatto la giornata inaugurale della rassegna Agenda Ridotto 2015/16 e il pubblico è accorso numeroso fino all’esaurimento dei posti.
“Fratres” era il pezzo più difficile fra quelli in programma e, nel suo stile tintinnabuli e nel colore novecentesco, ha consentito soprattutto alla Bernecoli di dispiegare l'arco in vigorose cavate su più corde e in fragilissimi suoni su una corda, soprattutto nel registro acuto, quindi il più insidioso rispetto a soffi e sibili. Esecuzione cristallina. Il concerto era partito con due brani giovanili di Ottorino Respighi per violino e pianoforte (Valse caressante e Berceuse) di non grande impatto emotivo, poi subito il brano di Pärt, come dire l'urlo in successione al vagito. Quindi la musica è tornata tonale con l'Andante e fuga K 402 di Wolfgang Amadeus Mozart dove il Duo è stato più propenso ad evidenziare le dissonanze che non a valorizzare il canto spianato dell'arco: in definitiva un Mozart riletto alla luce dell'estetica novecentesca, senza suono legato. Eppure il legato, bello, suadente, accattivante, la Bernecoli lo padroneggia e lo ha dimostrato nei successivi brani di Riccardo Pick-Mangiagalli (Sirventese e A Coralline) dove l'empatia fra colore gipsy e struggimento romantico diventa chiave di lettura della pagina.
Il concerto si è concluso poi con due capisaldi della letteratura romantica, la Sonata Op.30 n.3 di Ludwig van Beethoven; e la Sonata Op.4 di Felix Mendelsshon. Ottimo l'accompagnamento di Di Donato, pianista dalle sonorità imperiose e dalle risonanze tenui e delicate, quando necessario.
Insistenti le richieste di bis: ecco allora Beau soir, un cammeo scritto da Claude Debussy per il grande violinista Heifetz.
Athos Tromboni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
