La Nuova Ferrara

L’Aquila vola da Gawronski Wojtyla meglio della politica

di FABIO TERMINALI
L’Aquila vola da Gawronski Wojtyla meglio della politica

Testa a testa fino all’ultimo tra “A cena col Papa” e i selfie di Marco Damilano Per molti è stata l’edizione più avvicente. Al terzo posto Ainis e quarto Andreose

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di FABIO TERMINALI

«Non si è mai visto un testa a testa così avvincente». Il commento di Gianni Riotta, pochi minuti prima della proclamazione del vincitore, fotografa al meglio l'atmosfera di ieri mattina a Palazzo Roverella. Alla quarta votazione Gawronski la spunta su Damilano per 24 preferenze a 20, ma la lotta è stata serrata fin dall'inizio.

Qualcosa avverte nell'aria il presidente di giuria, aprendo i lavori: «Sono indeciso più di altre volte: questi sono tutti libri vicini allo spirito del concorso, meritano quattro Premi Estensi», dice il direttore del Sole24Ore Roberto Napoletano. In effetti la giuria tecnica (assenti la presidente Rai Monica Maggioni e il direttore della Stampa Mario Calabresi) si divide. In favore dell'autore di “A cena col Papa” si esprimono Marcello Sorgi ("segnala l'utilità del giornalismo professionale al tempo dei blog") e Folco Quilici. Il direttore del Resto del Carlino Andrea Cangini va su Ainis, Giovanni Morandi su Andreose. Riotta sembra escludere solo Damilano dalla sua rosa, si dilunga su passato, presente e futuro del giornalismo e Napoletano lo riprende. “La Repubblica del Selfie” è il libro preferito dal direttore della Nuova Ferrara: «Damilano è così acerbo e rampante che merita di essere lanciato nella storia e nella letteratura», sostiene Stefano Scansani.

Appassionati e profondi gli interventi dei giurati popolari, si capisce che stavolta la gara sarà dura. Il costituzionalista Pugiotto vota il costituzionalista Ainis, mentre l'ex presidente del consiglio comunale Colaiacovo confessa che ha cambiato idea: scriverà il nome dell'autore di “La piccola eguaglianza” e non quello del neovicedirettore dell'Espresso. Però Damilano va forte tra i popolari: per Amelio, Fidanza e Polizzi è subito sì.

Si vota. Primo round (con quorum dei due terzi, come del resto alla tornata successiva) con davanti Damilano (18 voti), poi Gawronski (16), Ainis (10) che sembra poter dire la sua e Andreose (3) subito fuori dai giochi. Al secondo turno i sostenitori del terzo e quarto autore in classifica cominciano a disperdersi e l'ex portavoce di Berlusconi pareggia con il protagonista della trasmissione tv “Gazebo” a quota 19. Nuovi pareri. La direttrice del Museo Archeologico Cornelio punta su Damilano e riprende un ragionamento fatto da altri in precedenza, con riferimento al prossimo Premio Estense Scuola: «Scelgo questo libro perché è il più adatto a essere letto nelle scuole». Sorgi ribatte subito, "la storia della Repubblica è un po' più complessa". Pure Cangini guarda altrove, «Damilano forse è favorito dall'essere un volto televisivo». Si parla di libri e spunta il piccolo schermo, guarda tu. Magari affiora un po' di concorrenza tra giornalisti da prima fila. Scansani ribadisce la sua preferenza, ma qualcosa potrebbe essersi spostato dall'altra parte.

Terzo spoglio ed ecco il sorpasso di Gawronski: 22 a 21, con 4 "ultimi giapponesi" per Ainis, mentre quelli dalla parte di Andreose si sono completamente squagliati. L'obiettivo sono le 24 preferenze perché il quorum ora si è abbassato al 50% più uno. Chi ha. cenato con Wojtyla ci arriva al turno dopo giusto perché un sostenitore di Damilano "tradisce" e sale sul carro del vincitore al momento opportuno. Anche questa è l'Italia, anche questo è il Premio Estense. Bella edizione però.

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