«Un capolavoro ospitato in Duomo»
Il critico d’arte Sgarbi guida d’eccezione. E la Timo presenta il libro
«Dobbiamo compiacerci come in un percorso non romano di trovarci un capolavoro del ‘600 Barocco all’interno di una chiesa di Comacchio. Il dipinto, ispirato alla decollazione di San Giovanni Battista del Caravaggio è opera di Carlo Bononi, pittore ferrarese formatosi a Bologna con Guercino e Carraccio, di pari grandezza». Vittorio Sgarbi, in laguna sabato per l’inaugurazione della sagra dell’anguilla, non ha disatteso le aspettative della folta comitiva che lo attendeva ai piedi del Trepponti, per intraprendere un tuffo nella storia dell’arte locale. Il critico d’arte ha condotto i visitatori a colpo sicuro nella chiesa del Rosario, dove ha loro illustrato l’opera del ferrarese Carlo Bononi, definito «il più vicino a Caravaggio» e, a seguire, quella posta dietro all’altare, la “Madonna del Rosario”, realizzata dal pittore comacchiese Cesare Mezzogori. «Sono passati 20 anni tra l’opera di Bononi e questa – ha commentato Sgarbi - ma già si vede che è cambiato il gusto». Un’altra seguita iniziativa culturale è stata la presentazione del libro “Vespa Teresa” di Maria Pia Timo, attrice comica, impostasi a Zelig, ospite della “trasferta” in sagra di Librandosi, rassegna letteraria di successo condotta da Leonardo Romani. «Non è un libro di cucina, anche se ci sono alcune ricette delle ‘zdore romagnole che ho avuto la fortuna di conoscere – ha precisato l’autrice - ma è un libro di racconti, dei vissuti di donne depositarie del nostro passato, quelle della mia terra nell’immediato dopo-guerra. Il loro è un patrimonio ricchissimo, che il libro punta a non far disperdere». Tra gag e letture di brani Maria Pia ha coinvolto il pubblico numeroso, descrivendo gli incontri con la Tonina, con la Fedora e con altre straordinarie ottantenni che insieme alle loro storie hanno offerto perle di gusto dallo zabaione di una volta, al pane preparato sulla grama, sino ai leggendari strozzapreti. (k.r.)
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