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Al giovane Dallaporta la borsa di studio donata da Siena Jazz

Al giovane Dallaporta la borsa di studio donata da Siena Jazz

La Fondazione ha assegnato il premio assieme al Torrione «Un’esperienza utilissima al fianco di musicisti che stimo»

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Durante l’estate la Fondazione Siena Jazz, punta di diamante della formazione jazzistica italiana, ha premiato il Jazz Club Ferrara per l’intensa attività didattica svolta nell’ambito della scorsa edizione di Ferrara in Jazz, donando una borsa di studio da assegnar a un giovane e talentuoso musicista.

«Quei ragazzi sono bravi, se lo meritano». Questo il commento di Franco Caroni, presidente e direttore artistico della prestigiosa accademia senese. La borsa di studio, su decisione unanime del Consiglio direttivo del jazz club estense, è stata assegnata al contrabbassista Stefano Dallaporta, fervido animatore delle serate del Torrione, diplomatosi rispettivamente ai Conservatori di Ferrara e Adria.

Lei è un giovane musicista ma con una salda formazione alle spalle, già attivo in diversi gruppi (Mof, Morblus, ecc.) conosciuti a livello nazionale ed internazionale. Considera utile l’esperienza condotta a Siena Jazz?

«Esperienza utilissima, direi fondamentale. Per due settimane ho avuto la fortuna di frequentare molti dei musicisti del panorama jazzistico contemporaneo che stimo di più, capire come studiano, come affrontano vari aspetti della musica, suonare assieme molteplici brani alternati a loro composizioni originali. Ho ricevuto moltissimi stimoli che credo e spero mi conducano a un miglioramento professionale e personale. Ci tengo a ringraziare lo staff del Jazz Club Ferrara che, in collaborazione con la Fondazione Siena Jazz, mi ha dato la possibilità di frequentare questi corsi».

Che atmosfera si respira da quelle parti?

«Il calendario delle lezioni è molto intenso: entravo in accademia alle nove del mattino per uscirne alle otto di sera. La serietà e professionalità è massima e, allo stesso tempo, fin da subito si vive un clima di estrema convivialità fra insegnanti, staff e studenti. La metà di questi ultimi proviene da ogni parte del mondo per frequentare i molteplici corsi ed il livello di preparazione generale è molto alto. Ho conosciuto moltissimi studenti e musicisti, con cui spero di continuare a collaborare in futuro».

È un’esperienza che consiglierebbe ad altri musicisti?

«Sì, è un’esperienza che consiglio vivamente ad ogni musicista, in qualunque fase del percorso di crescita. Sono due settimane di intenso lavoro e divertimento che, di certo, migliorano l’approccio a questo genere di musica e aiutano ad allargare i propri orizzonti, culturali e personali».

Dopo la fortunata esperienza firmata “The Unreal Book e il prestigioso riconoscimento ottenuto da Siena Jazz, con cui il Jazz Club Ferrara si è rivelato luogo ideale anche per la didattica e la formazione, prende il via quest’anno “The Tower Jazz Workshop Orchestra”, nuovo capitolo attraverso cui il Torrione intende costruire - passo dopo passo - una vera e propria resident band. Il progetto, realizzato sotto la supervisione di Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone, sarà esposto in occasione della conferenza stampa di presentazione della XVII edizione di Ferrara in Jazz.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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