Al Boldini “A qualcuno piacerà” il film collage di Elio Pandolfi
La pellicola selezionata al Festival di Locarno racconta la carriera artistica dell'attore e doppiatore
FERRARA. Già da bambino, Elio Pandolfi dilettava familiari e amici con spettacoli di cui era l’unico protagonista, poi, terminata la guerra, iniziò una carriera che gli permise di incontrare i maggiori esponenti dello spettacolo. Ognuna di queste presenze è raccontata con precisione e ironia nel film “A qualcuno piacerà - sotria e storie di Elio Pandolfi”, selezionato al festival del cinema di Locarno, e riproposto stasera alle 17.30 al cinema Boldini, nell'ambito di Internazionale.
Come definirebbe “A qualcuno piacerà”?
«Il film è un collage sulla mia carriera artistica, ormai piuttosto intensa, dato che conta 68 anni sulla scena. Si tratta di un tentativo di assemblare i miei filmati amatoriali, seguendo l'andazzo della mia esistenza. Ho conosciuto tante persone, viaggiato molto, lavorato con colleghi indimenticabili. È un esperimento che misura se si può continuare a fare o meno arte, per la quale deve esserci però anche una mens sana in corpore sano, e devo seguire anche il percorso della mia età».
Cosa ci può dire di una carriera tanto ricca e fortunata?
«La mia vita è stata molto combattuta e molto dura, ma a un certo punto sono riuscito a vincere la mia battaglia. Hosempre voluto mostrare i miei numerosi talenti, e nonostante sia stato un percorso difficile, ho avuto modo di accumulare esperienze, incontri, spettacoli e viaggi».
Un ricordo in particolare?
«Per 11 anni ho lavorato con Antonella Steni, insieme ci occupavamo di satira politica e di costume: è stato un periodo parecchio produttivo, e pure quando ho cambiato genere abbiamo mantenuto un bel rapporto. Poi nell'85 ho cominciato a cantare e ho avuto modo di sperimentare qualcosa di diverso».
Come si è avvicinato al cinema?
«Il cinema non mi ha mai aperto del tutto le porte, perché mi ritenevano adeguato soltanto a determinati ruoli, però nel '67 finalmente ho ottenuto una parte seria. Per quanto riguarda il mondo del cinema, bisogna considerare soprattutto la mia attività di doppiaggio. Ho fatto tante cose, per via dei tre registri di voci che possiedo: ho iniziato a doppiare le voci dei personaggi animati e da lì ho proseguito».
Irene Lodi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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