Il Ferrara Film Festival 2016 non corre pericoli
Parlano i responsabili della rassegna dopo l’addio di diversi componenti della speciale Commission. Il comunicato dell’associazione
Il giorno dopo la notizia delle tante uscite dalla Ferrara Film Commission, il presidente Alberto Squarcia ed il primo ideatore del Ferrara Film Festival, il ferrarese Maximilian Law, mettono i puntini sulle ‘i’, spiegando nel dettaglio l’accaduto ed i progetti futuri del gruppo.
«Abbiamo ricevuto il sostegno assoluto di tante persone - spiega Squarcia - , a partire da Massimiliano (Maximilian Law, ndr), fra queste anche quello di Reiner Horst, tedesco che vive tra Milano e Berlino e ha deciso di associarsi. Siamo nati da poco ma siamo un’associazione con regole ferree, non si possono inventare cose diverse. Horst un giorno è arrivato proponendo un organigramma nuovo, con lui coordinatore generale. Una cosa assurda, anche perché di fatto quanto appena votato. L’obiettivo era impossessarsi della FFC, nonostante avessimo creato un gruppo dopo regolari elezioni e stiamo già lavorando per iscriverci al registro regionale dell’Aps, Associazione di promozione sociale. Nel momento in cui abbiamo cercato di farlo ci è stato spiegato che avremmo dovuto modificare lo statuto, cosa già completata. L’unica realtà è che si voleva fare un blitz per far saltare tutto, addirittura con riunioni segrete per allargare la faida dimenticando che siamo i fondatori, ma scherziamo?».
«Per noi - continua - è una liberazione l’uscita di alcuni elementi, intanto rimangono figure importantissime come Czertok, la vicepresidente Fabian e Teti. Spero solo che queste polemiche non creino dei disagi nel nostro percorso di allestimento della rassegna, per la quale abbiamo già gettato delle basi importanti».
«La Ferrara Film Commission - aggiunge Law - è mia partner e sempre lo sarà: logicamente quando si inizia un cammino nuovo capita quasi sempre che qualcuno lasci, perché la gente vuole cose facili e la pappa pronta. Ma non funziona così: dispiace che persone amiche abbiano deciso di non continuare, ma ad oggi il gruppo è più forte che mai, perché il progetto del festival e del primo film in collaborazione prosegue».
«Purtroppo oggi i giovani oggi (mi ci metto anche io ma ho seguito un percorso diverso), non guardano molto lontano: tutti vogliono la paga subito e col minimo sforzo. Soprattutto in questo campo, quello dello spettacolo - spiega Law -, bisogna investire tanto (in termini di energie) per ottenere un risultato finale soddisfacente. In ogni caso, restano diversi soci e importanti, quindi non ci sono problemi o disagi: sono cose che capitano, non vorrei che questo episodio venisse enfatizzato troppo».
Insomma, superata la diaspora che novità ci sono per la rassegna 2016? «In questi giorni stiamo costruendo la piattaforma del Ferrara Film Festival, come pure l’evento di beneficenza (per risolvere il grave problema dell’immigrazione in Europa) ideato dall’ambasciata americana in Italia, la quale ha mostrato notevole interesse dopo l’incontro avuto a Roma. Il percorso per queste iniziative è lungo - conclude Law -, ma entro gennaio avremo il quadro completo».
Ecco il comunicato dell’associazione: “In relazione all’articolo apparso sul quotidiano La Nuova Ferrara,la Ferrara Film Commission dichiara che: a seguito di una votazione assembleare, la minoranza dei soci non trovandosi più d’accordo con i principi e le linee guida dell’Associazione ha deciso nei giorni a seguire di uscire liberamente dalla FFC. Il tutto si è svolto attenendosi ai principi di democraticità e di uguaglianza che contraddistinguono l’operato della nostra Associazione.
La Ferrara Film Commission continua il suo lavoro con le persone che credono fermamente nell’Associazione e che hanno investito fin dall’inizio, tempo, energie e professionalità.
I rapporti con Maximilian Law, direttore artistico e ideatore del Ferrara Film Festival, rimangono di forte collaborazione e fiducia reciproca”.
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