La Nuova Ferrara

Michael, il cinema nel sangue «A 6 anni volevo fare l’attore»

Il ferrarese Segal è stato premiato al Best Shorts Competition in California «Risultato incredibile. Non ho sogni nel cassetto ma tanti progetti da realizzare»

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Michael Segal, attore e scrittore ferrarese, segue la sua passione da quando è bambino. Di risultati nel corso della sua carriera ne ha ottenuti e ne sta ottenendo ma la strada è lunga e tortuosa: «Serve tanta passione... bisogna procedere a testa bassa», ci dice. In questa intervista l’attore si racconta e parla di un prossimo progetto che vedrà anche la presenza di Silvia Boreale, la giovane - ferrarese acquisita - che ha partecipato ad “Amici”.

Partiamo da The Choice, di cosa si tratta?

«Si tratta di un cortometraggio di 20 minuti, prodotto e girato in Italia, diretto dalla regista Annamaria Lorusso. Il viaggio all’inferno di un suicida che affronta la realtà di quello che ha appena fatto: io interpreto il signore del male, torturatore di anime; un mostro creato dallo stesso protagonista».

Con questo lavoro ha da poco vinto il premio come miglior attore non protagonista al Best Shorts Competitions in California, un riconoscimento molto importante...

«È stata una cosa decisamente anomala. Il Best Shorts Competition è un concorso molto prestigioso in California ed è risaputo che chi lo vince ha la strada spianata per Emmy ed Oscar. Non sarà il mio caso perché non sono americano, ma la vera notizia è che The Choice ha vinto tutto, davanti a concorrenti di tutto il mondo e soprattutto dai dominanti padroni di casa: Roberto D'Antona miglior attore protagonista, io come non protagonista e Annamaria Lorusso come miglior attrice non protagonista. Italia caput mundi».

Quando e come nasce la passione per la recitazione?

«Avevo 6 anni quando decisi di diventare un attore. Vidi in televisione un film di Jerry Lewis, Artisti e Modelle. Quando terminò presi la decisione. Non l’ho più cambiata, anche se il mio intento iniziale era di fare il comico, crescendo la mia fisicità mi ha spinto in altre direzioni. Poi, volevo ricordarvi che sono cresciuto negli anni ’80, con Indiana Jones, Ghostbusters, I Goonies, Ritorno al Futuro, Guerre Stellari... il cinema, quello vero».

I progetti futuri?

«Sto scrivendo il terzo romanzo e per il cinema ho attualmente la bellezza di 31 film in cantiere, ma il mio è un settore dove non tutti i progetti arrivano alla fine, quindi a parte tre lavori già confermati entro la fine dell’anno (lo sto dicendo con una mano su un vaso di ferro), si vedrà quali arriveranno in fondo. Uno dei più interessanti che mi hanno proposto mi vedono protagonista di una bella storia accanto a Paola Barale nel 2016».

Il sogno nel cassetto?

«Non ne ho, ho soltanto cose da fare. L’anno prossimo, grazie alla Ferrara Film Commission realizzerò il film basato sul mio primo romanzo, In articulo mortis che girerò in parte proprio qui a Ferrara, e per restare in tema di eccellenze nostrane (non io eh), ho preso nel cast la Boreale per una parte. Silvia - conclude Michael - è giovane e con una splendida voce: quando l’ho incontrata ho trovato una giovane determinata e vogliosa di mettersi in gioco. Ho cambiato il suo personaggio perché lo potesse indossare al meglio e sono felice di dare, a una ragazza così seria, una piccola opportunità per quante sono le mie possibilità».

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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