“L’ultima intervista” scritta da Panzacchi
Sarà in libreria da domani la nuova, attesa, fatica di Paolo Panzacchi, scrittore e blogger bolognese ormai ferrarese d’adozione. L’ultima intervista (Maglio Editore, euro 14) va a completare un’idea...
Sarà in libreria da domani la nuova, attesa, fatica di Paolo Panzacchi, scrittore e blogger bolognese ormai ferrarese d’adozione. L’ultima intervista (Maglio Editore, euro 14) va a completare un’ideale dilogia, dato che attacca esattamente dove si concludeva il precedente Dreamin’ Vicious (edizioni Kolibris, 2014), quindi se vi siete affezionati ai vari Guglielmo, Elena ed Alba ma, soprattutto, a Cat, non potete assolutamente perdere il seguito della loro vicenda.
Raccontare una vita di dissidio, questo sembra essere l’interesse narrativo che muove Panzacchi, in particolare nel misurare le diverse reazioni che le persone (ed i suoi personaggi) hanno nei confronti del ‘vizio’, grande matrice da cui, aristotelicamente, derivano i peccati capitali, tematiche particolarmente in chiave con il mondo odierno. Personaggi, va detto, borderline, che abbinano ad una vita lavorativa apparentemente di successo un baratro di inabilità affettiva che li trascina sempre ai limiti, ognuno per le sue soggettive inclinazioni.
Una narrativa che per stessa ammissione di Panzacchi non è ‘noir’ ma più ‘grottesca’, e che, aggiungiamo noi, riprende felicemente alcuni stilemi del genere gotico, proprio per la sua natura metamorfica, per considerare il ‘vizio’ non come un concetto astratto ma incarnato. Per precisa volontà narrativa dell’autore in questo secondo episodio i personaggi abbandonano l’utero rassicurante di Bologna, scenario del primo libro, per spargere il loro disagio lungo le strade del mondo. In parte ambientato a Parigi, in parte a Londra, L’ultima intervista forza fino al limite della rottura il dissidio dei protagonisti che, privati dello scenario abituale delle loro vite, sembrano trascinarsi sempre più verso il baratro, in alcuni casi riuscendo a salvarsi in extremis, in altri no, in un finale davvero sorprendente.
Questo perché, sempre secondo Panzacchi, “il vizio è come un dente che non riusciamo a curare”. Quanto alla vita, invece, quella presenta sempre il conto, prima o poi, c’è da starne certi...
Riccardo Corazza
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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