Splendido show dei Grupo Corpo È più godibile Triz di Parabelo
Immaginate di guardare "dentro" un quadro di Piet Mondrian e di trovare oltre le linee geometriche perfettamente ortogonali e i rettangoli colorati, anche delle figure animate: come potrebbero...
Immaginate di guardare "dentro" un quadro di Piet Mondrian e di trovare oltre le linee geometriche perfettamente ortogonali e i rettangoli colorati, anche delle figure animate: come potrebbero muoversi se non rispettando la rigorosa geometria delle linee quali fossero il confine non solo dello spazio ma anche della fisicità? Ecco l'idea guida che muove lo spettacolo Triz portato a Ferrara dal coreografo brasiliano Rodrigo Pederneiras con la Compagnia Grupo Corpo - brazilian dance theater. I danzatori sono nove uomini e undici donne, tutti atletici, giovani, belli, carichi di energia. Con loro l’Abbado ha aperto la stagione di danza. Partecipazione modesta: la platea aveva molte poltrone vuote e il terzo ordine, la galleria e il loggione erano quasi senza spettatori.
Ma ritorniamo a Mondrian... anzi a Triz, una coreografia datata 2013: i colori sono il bianco e il nero, più tutte le sfumature del grigio. Anche i costumi sono in bianco e nero, due metà unite al centro del corpo. Il movimento dei danzatori è sincrono, ottimamente coordinato nelle entrate e nelle uscite sulla diagonale e sull'ortogonale del palcoscenico, vigoroso nelle prese a due e a tre, fluido e aggressivo nella danza del tutti. La musica di Osvaldo Lenine Macedo ha melodia riconoscibile e ritmi ben cadenzati, che si tratti di una simulazione del cha-cha-cha caribeño o del tango-waltz argentino, dei trilli e glissati di un violino alla "Capriccio Paganini" o del folk-country di una chitarra acustica. Bellisima la coreografia, ottimi i danzatori.
Il secondo tempo dello spettacolo è Parabelo, un classico della Compagnia, presentato in tutto il mondo occidentale con rinnovato successo a partire dal 1997: i colori qui sono invece caratterizzati dal giallo cadmio dall'arancione e dal vermiglio. L'atmosfera sa proprio di Brasile, un sapore favorito anche dalle musiche di Tom Zé e José Miguel Wisnik che pescano l'ispirazione nei ritmi e nelle melopee popolari dei carioca. Tutto sommato quest'ultima coreografia ci è sembrata al di sotto della godibilità di Triz, sicuramente più datata nella gestualità e complessivamente meno interessante. I danzatori hanno anche qui dato prova di una sintonia sorprendente e, nella danza di coppia e nel movimento lento, di una vera tensione verso la perfezione apollinea, fatta di armonie pulite come le sculture canoviane.
Athos Tromboni
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