«Ora i ragazzi sono più pratici ma con i sogni ridotti al minimo»
Fra gli ospiti che interverranno durante la tavola rotonda di martedì 13 ottobre, al Teatro De Micheli di Copparo, ci sarà anche Marina Zaoli, medico specialista in psichiatria, la quale da anni...
Fra gli ospiti che interverranno durante la tavola rotonda di martedì 13 ottobre, al Teatro De Micheli di Copparo, ci sarà anche Marina Zaoli, medico specialista in psichiatria, la quale da anni lavora a stretto contatto con i ragazzi e le loro insicurezze. Conosciamola più da vicino.
«La mia esperienza è difficile da raccontare - spiega la Zaoli -, mi sono trovata molto spesso, ad inizio carriera, ma anche dopo, ad avere contatto con ragazzi tossicodipendenti. Erano gli anni della cultura dello sballo, dell’anoressia e della bulimia. Questo mi ha portato a sentire l’esigenza e l’urgenza di fare qualcosa. Ho iniziato ad andare nelle scuole e nelle parrocchie per parlare con i ragazzi, per metterli in guardia, e sono stata poco dopo ‘catturata’ dalla Lilt, la Lega italiana lotta contro i tumori. Sono circa quindici anni che collaboro con loro, sempre come volontaria, ed ora lavoriamo anche in associazione con la Asl provinciale».
I giovani credono ancora nei progetti e nelle passioni? «Sicuramente questi anni di crisi economica hanno avuto il duplice riscontro di togliere i progetti un po’ troppo fantasiosi, irraggiungibili e con poca concretezza, facili da trovare invece nei momenti del benessere degli anni ’80, e di creare una generazione con i piedi per terra, da una parte più pratica, forse, ma dall’altra molto più frustrata, depressa e con speranze e sogni ridotti al minimo». (elios)
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