Rcs-Mondadori: fusione mai vista
Il commento di Elisabetta Sgarbi sull’operazione di acquisizione
È stata ufficializzata la settimana scorsa l'acquisizione di Rcs Libri da parte della casa editrice Mondadori. Nonostante le forti perplessità da parte dei diretti interessati per quest'operazione, poco se ne è parlato. Qualche dubbio l'ha espresso il Ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini, mentre i timori più forti li hanno espressi intellettuali e scrittori, soprattutto del gruppo Bompiani, che nei mesi scorsi sul Corriere della Sera avevano sottoscritto un appello con il quale manifestavano le loro perplessità circa il fatto che «questa fusione darebbe vita a un colosso editoriale che non avrebbe pari in Europa perché dominerebbe il mercato del libro in Italia per il 40%». Appello firmato da Umberto Eco e altri 47 autori.
Su questa operazione che ha dato luogo alla fusione e che probabilmente avrà il nome cacofonico di “Mondazzoli”, abbiamo chiesto cosa cambierà nel mondo editoriale a Elisabetta Sgarbi, ferrarese, direttore editoriale Bompiani: «È difficile dirlo. È un’operazione che non ha precedenti in Italia. Certo, nel mondo si sono avute molte ‘fusioni’ o compravendite di marchi editoriali. Ma l'aspetto nuovo è che in un determinato mercato (piccolo come è quello italiano) e in un determinato perimetro linguistico (piccolo anch’esso, come è quello dei libri stampati in italiano), si crea un editore con una percentuale di mercato molto più ampia del secondo gruppo editoriale. Ciò che l'autorità per la concorrenza deve valutare sono le quote di mercato per singoli settori (libri, scolastica, tascabili) che si vengono a creare con questa operazione, peraltro in un mercato, quello italiano».
Di certo il momento è molto delicato, anche se dal punto di vista finanziario il titolo Rcs media-Group è stato quotato positivamente a Piazza Affari. (v.c.)
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