Ottimi numeri e grandi emozioni In laguna si guarda già al futuro
Tre sabati di grande musica jazz, due eventi sold out, un ricordo, quello del trombettista Marco Tamburini, che ha emozionato musicisti e pubblico. Tutto questo è stato il Comacchio jazz festival...
Tre sabati di grande musica jazz, due eventi sold out, un ricordo, quello del trombettista Marco Tamburini, che ha emozionato musicisti e pubblico. Tutto questo è stato il Comacchio jazz festival alla sua seconda. E per il futuro si punta ancora più in alto. I modelli non mancano e i nomi che girano attorno al circuito comacchiese possono portare il festival a cresce sempre più.
«Nei primi due eventi organizzati abbiamo fatto registrare il sold out - racconta il direttore artistico della manifestazione, Luca di Luzio - con i posti a sedere esauriti e molte persone in piedi. Il primo evento, la serata con Giò Belli, e il secondo, con i Barioca e Fabrizio Bosso, sono le due serate che sono andate meglio. Al terzo evento, con i Maurizio Rolli quintet, non abbiamo fatto registrare il tutto esaurito ma ci siamo andati vicini. A livello di presenze siamo andati molto bene quindi. Stiamo cercando di riportare il Festival di Comacchio a quello che era 20 anni fa».
Quest’anno è stata organizzata anche una serata in ricordo di Marco Tamburini...
«Ha trasmesso emozioni uniche e fortissime sia al pubblico che a chi era sul palco. È stata una serata molto particolare anche per me: Marco era più di un amico era il mio mentore. Quel sabato a Comacchio c’era anche la figlia. Abbiamo davvero suonato con il cuore.
Quale è stata la serata più riuscita?
«Sicuramente il ricordo a Marco per le emozioni che è riuscita a trasmettere. Ha vinto in generale il taglio variegato che abbiamo impresso al festival: tanti colori e sfumature diverse per far conoscere il mondo del jazz e far capire che questa non è musica di nicchia».
Nel futuro ci sarà ancora il Comacchio Jazz festival?
«Per il futuro vorremmo aggiungere una parte didattica, visto i nomi che ospitiamo. È possibile che il prossimo anno arrivi anche qualche ospite internazionale. Far scoprire Comacchio attraverso la musica jazz è qualcosa di possibile, basta guardare quello che avviene a Perugia all’Umbria Jazz. Quel modello sarebbe bello portarlo anche qui perché questo luogo si presta a ospitare un grande festival».
Andrea Perini
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